OUTLOOK 2019 ALTALENANTE MA SI PUO' ESSERE CAUTAMENTE OTTIMISTI Le previsioni per il 2019 fornite dagli esperti della società americana T.Rowe Price
27/11/2018 L'Esperto dice...

"Con l’approssimarsi del 2019, lo scenario economico globale sarà caratterizzato da una crescita in rallentamento, con le economie avanzate generalmente più lente a causa del diminuire degli stimoli favorevoli e del chiudersi dell’output gap". Ad affermarlo sono gli esperti di T.Rowe Price, asset manager globale fondato nel 1937 a Baltimora (Usa), quotato sul Nasdaq dal 1986 e con un patrimonio in gestione pari a 1.010 miliardi di dollari al 31 ottobre 2018, nel proprio outlook per i mercati nel 2019.

"Gli Stati Uniti entreranno in una fase avanzata del ciclo, a mano a mano che la Fed continuerà ad alzare i tassi a breve termine; la probabilità di una recessione nel breve periodo resta bassa, ma il bull market attuale è sempre più a rischio. Si può essere cautamente ottimisti, tuttavia il mercato sarà probabilmente altalenante", continuano le previsioni di T. Rowe Price che, poi, quanto ai mercati emergenti, sottolineano "le valutazioni relative sono favorevoli e l’ipotesi di un bear market è già stata ampiamente prezzata; inoltre, i fondamentali sono più solidi rispetto ai periodi di crisi passati. Infine, il rischio secolare, vale a dire la possibilità che emergano novità dirompenti in grado di stravolgere l’economia, è in crescita. Saper navigare questo rischio sarà cruciale per ottenere successo negli investimenti e metterà in evidenza l’importanza di investire nel lungo termine".

Di seguito le view specifiche sull’economia globale, l’azionario internazionale, l’azionario statunitense e sulle sfide e opportunità legate al rischio secolare degli esperti della società.

Economia globale

"Ci aspettiamo un lieve rallentamento della crescita globale nel 2019, ma lo stimolo fiscale continuerà ad essere un fattore di supporto", ha affermato Alan Levenson, Capo Economista per gli Usa di T.Rowe Price. "Se guardiamo ai precedenti storici questi suggeriscono che ci sarà un ulteriore rialzo dei tassi di 175 punti base, e il ciclo di stretta monetaria della Fed dovrebbe portare i tassi reali almeno in linea con la potenziale crescita reale del Pil. In termini di rischio, vediamo che la curva dei rendimenti si sta appiattendo, ma questo non significa che la recessione è imminente".

Azionario internazionale

"I mercati emergenti hanno sottoperformato nell’ultimo anno, e diversi temi indicano un possibile mercato ribassista", ha sottolineato Justin Thomson, chief investment officer, Equity, e portfolio manager di T.Rowe Price. "Il rafforzamento del dollaro e l’aumento dei tassi rappresentano dei venti contrari per i mercati emergenti, e i rischi specifici dei singoli Paesi potrebbero portare a un contagio più diffuso. Inoltre, le tensioni commerciali potrebbero potenzialmente far deragliare la crescita cinese e globale. Prestiamo tuttavia grande attenzione a quei fattori che potrebbero rivelarsi delle sorprese in positivo per il 2019, tra cui l’innovazione in Cina, l’aumento della profittabilità in Giappone, una possibile risoluzione della Brexit".

Azionario statunitense

"Siamo cautamente ottimisti rispetto al prossimo anno", ha commentato John Linehan, chief investment officer, Equity, e portfolio manager della società americana. "L’accelerazione dell’economia, un aumento della fiducia di consumatori e aziende, una solida crescita degli utili, il ciclo elettorale e l’innovazione diffusa sono tutti fattori di sostegno per la crescita del mercato nel breve termine. Tuttavia, probabilmente assisteremo a un braccio di ferro nel mercato, che favorirà le strategie di investimento più opportunistiche e focalizzate sulla selezione dei singoli titoli".

Il rischio secolare

Per David Giroux, chief investment officer, Equity and Multi-Asset, head of Investment Strategy e portfolio manager di T.Rowe Price, "il rischio secolare interessa circa il 30% del mercato, un aumento del 10% rispetto a solo due anni fa. Le implicazioni del rischio secolare per i mercati e per gli investitori sono significative. L’investimento tradizionale basato sulla mean reversion non sarà più efficace come in passato, e gli investitori value dovranno affrontare una sfida impegnativa dato che l’universo diventerà prevalentemente costituito da titoli ciclici e da titoli che si trovano ad affrontare il rischio secolare”.

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