LA CRESCITA DEGLI STATI UNITI SEMBRA DESTINATA A INDEBOLIRSI La view di J.P. Morgan Asset Management sulle principali economie mondiali
24/01/2019 L'Esperto dice...

Si è tenuto lo scorso 23 gennaio, presso la sede di J.P. Morgan Asset Management a Milano, un incontro con la stampa durante il quale Maria Paola Toschi, Market Strategist di J.P. Morgan Asset Management, ha presentato la nuova edizione della Guide to Market e ha fatto un punto sulla situazione dei mercati alla luce degli eventi che si attendono per i prossimi mesi. "Il 2018 si è concluso con l’80% delle asset class d’investimento con segno negativo. La correzione di fine anno sugli indici azionari è stata violenta e inattesa e ha interessato particolarmente il mercato americano. L’economia statunitense ha registrato performance straordinarie nel corso dell’anno passato, sostenute dai tagli fiscali, che hanno generato un incremento della crescita e degli utili societari. Tuttavia, l’esuberanza del 2018 non continuerà anche quest’anno, poiché l’influenza degli stimoli fiscali si ridurrà prevedibilmente nei prossimi trimestri e la crescita del Pil è destinata a scendere a meno del 2% entro la fine dell’anno", ha spiegato Toschi. Per quanto riguarda la politica monetaria, la Fed sembra aver cambiato tono da dicembre e probabilmente dimostrerà di essere notevolmente più prudente e dipendente dai dati nei prossimi mesi, dal momento che l’inflazione core negli Usa è stabile, influenzata dal recente calo del prezzo del petrolio e dal rafforzamento del dollaro. Focalizzando lo sguardo sul vecchio Continente, non mancano incertezze legate alla situazione geopolitica, come Brexit, e da problemi politici interni ad alcuni Paesi, quali Italia e Francia in particolare. "Queste fragilità politiche, in combinazione con un ritmo di crescita più stagnante, che ci aspettiamo attorno all’1,5% per gran parte del 2019, potrebbero limitare la capacità della Bce di aumentare i tassi di interesse nella seconda metà dell’anno, in linea con le sue attuali indicazioni. In tal caso, i tassi di interesse negativi continueranno a costituire una minaccia per la redditività delle banche europee ancora per qualche tempo", ha affermato Toschi. Non vanno tuttavia dimenticati alcuni segnali positivi in Europa, come il tasso di disoccupazione sceso ai minimi degli ultimi dieci anni a novembre 2018, pari al 7,9%, e la ripresa della crescita dei salari, che evidenziano un mercato del lavoro in crescita.

Uno sguardo anche alla protagonista indiscussa dell’anno passato, ovvero la politica estera aggressiva di Trump relativa al commercio, che è tuttora motivo di preoccupazione, e sta influenzando il commercio globale, generando una situazione di incertezza che fa dissuadere le imprese dall’assumere e dall’effettuare nuovi investimenti, con effetti negativi a livello mondiale. La Cina, in primis, è colpita dalle misure protezionistiche introdotte dagli Usa "in un momento in cui la crescita sta già evidenziando un rallentamento conseguente alla politica più restrittiva di Pechino, mirata a privilegiare la qualità della crescita e la riduzione degli eccessi e della leva finanziaria in alcune aree dell’economia, sostenendo al contempo un livello di crescita sufficiente a supportare l’occupazione e che stimiamo nell’ordine del 6%. Il futuro del colosso asiatico dipenderà dall’efficacia delle riforme introdotte e da come evolveranno i negoziati con gli Usa", ha precisato la specialist.

Le prospettive dei Paesi emergenti sono molto divergenti fra loro, ma sono favorite da dinamiche strutturali che, invece, penalizzano i Paesi sviluppati, come la crescita demografica e i processi di urbanizzazione. In questo contesto di incertezza quale sarà la strada giusta da seguire a livello di asset allocation? "Si prevede un anno di volatilità nel 2019 e, quando c’è volatilità, tende ad esserci maggiore correlazione tra le asset class. Sul fronte azionario, riteniamo sia meglio puntare su una diversificazione regionale e considerare lo spostamento sui titoli a più elevata capitalizzazione, con una preferenza per gli stili quality e value rispetto al growth. Il reddito fisso dovrebbe svolgere un ruolo maggiore, ma è necessario essere selettivi e anche prendere in considerazione strategie alternative absolute return", ha concluso Toschi.

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