DIVERSIFICARE LE ASSET CLASS TRADIZIONALI CON ATTIVI ALTERNATIVI Le previsioni delle Long Term Capital Market Assumptions di J.P. Morgan AM
12/11/2020 In Primo Piano

J.P. Morgan Asset Management ha pubblicato l’edizione 2021 delle "Long-Term Capital Market Assumptions (LTCMA)", l’analisi delle previsioni di lungo periodo (su un orizzonte temporale di 10/15 anni), che quest’anno esplora come l'allineamento della politica fiscale e monetaria adottata per affrontare la crisi da Covid19 condizionerà l'economia e i mercati nel prossimo ciclo. In questa venticinquesima edizione le previsioni di crescita e inflazione a lungo termine vedono lievi aggiustamenti, ma le aspettative di rendimento degli attivi quotati diminuiscono significativamente, spingendo gli investitori a cercare altrove rendimenti più elevati.

"Mentre l'economia globale inizia a muoversi verso un nuovo ciclo economico dietro la spinta dalla pandemia del 2020, prevediamo che l'ampio dispiegamento di stimoli monetari e fiscali avrà un'impronta duratura sulle economie a livello globale", ha commentato John Bilton, Head of global multi-asset strategy di J.P. Morgan Asset Management. "Per navigare nel nuovo decennio, gli investitori possono prendere in considerazione di diversificare gli attivi tradizionali, che non riescono più a offrire reddito, con attivi alternativi che sfruttano appieno i compromessi che un portafoglio può tollerare per trovare rendimenti potenziali più elevati". "La pandemia globale nel 2020 ha causato la recessione più acuta e anche il rimbalzo più veloce mai registrati. Stiamo ora intraprendendo un nuovo ciclo economico, caratterizzato da una politica monetaria e fiscale sincronizzata", ha commentato Thushka Maharaj, global multi-asset strategist di J.P. Morgan Asset Management. "I punti di partenza più bassi causati dalla recessione da Covid19 ci inducono ad aggiungere un piccolo bonus ciclico alla maggior parte delle proiezioni di crescita del Pil. Le nostre prospettive di crescita dei mercati emergenti continuano a superare i mercati sviluppati poiché la produttività dei mercati emergenti e il capitale umano convergono gradualmente verso i livelli dei Paesi sviluppati".

Le principali previsioni emerse dalle Long-Term Capital Market Assumptions

"Crescita globale: le proiezioni di crescita reale sono leggermente più alte quest'anno, prevediamo infatti un aumento della crescita media globale di 10 punti base (pb), al 2,4%, nei prossimi 10/15 anni. Ciò è determinato dall'aumento dello 0,1% nelle nostre previsioni dei mercati sviluppati, all’1,6%, che riflette l’extra crescita ciclica che attribuiamo alle economie in uscita dalla recessione e colmano i loro gap di produzione. La nostra previsione sui mercati emergenti è invariata, al 3,9%, in compensazione di un leggero calo nel trend vediamo un’extra crescita ciclica.

Inflazione globale: come le nostre previsioni di crescita, anche le previsioni di inflazione si modificano solo lievemente con l'inflazione globale aggregata che rimane al 2,2%. La maggior parte delle nostre previsioni sull'inflazione dei mercati sviluppati sono invariate e anche quelle sui mercati emergenti si muovono lateralmente, al 3,3%, nonostante piccole revisioni al ribasso per diversi Paesi.

Politica monetaria: nel decennio a venire, ci aspettiamo uno stimolo fiscale più attivo che in qualsiasi altra era in tempo di pace nella storia finanziaria moderna. La politica fiscale e quella monetaria dovrebbero andare nella stessa direzione per raggiungere gli obiettivi economici: un netto cambiamento rispetto agli ultimi decenni, nei quali la politica accomodante della Banca Centrale è stata spesso compensata dalla contrazione fiscale o dai programmi di austerità del Governo. Una spesa fiscale più elevata è inevitabile nel prossimo ciclo; è un cambiamento che accogliamo positivamente ma con cautela, poiché riconosciamo che un'espansione fiscale mal eseguita può avere effetti negativi successivi.

Livelli del debito: è probabile che un periodo di leva finanziaria elevata persisterà ancora per diverso tempo. Le Banche Centrali non hanno altra scelta che concentrarsi meno sul tenere sotto controllo l'inflazione e più sullo stimolare e mantenere la stabilità finanziaria. Si tratta di un cambiamento significativo e gli incentivi delle Banche Centrali potrebbero essere sempre più favorevoli agli emittenti di debito piuttosto che ai detentori di debito", riporta una nota della società.

Le previsioni per le diverse asset class

"Azioni: l'impatto di valutazioni elevate è più netto per le azioni statunitensi di società a grande capitalizzazione, per le quali la nostra previsione di rendimento scende dell’1,5%, al 4,1%. Questo porta i rendimenti delle azioni globali al ribasso dell’1,2%, al 4,8%, mentre per le azioni globali, Stati Uniti esclusi, la previsione è in calo dello 0,7%, al 5,8%, il che implica previsioni migliori per alcuni mercati al di fuori degli Stati Uniti.

Reddito fisso: dati i rendimenti iniziali estremamente bassi, prevediamo che la maggior parte dei titoli di Stato fornirà rendimenti reali negativi nei prossimi 10/15 anni. Le nostre stime dei rendimenti di equilibrio sono invariate per liquidità e obbligazioni a 30 anni nella maggior parte delle valute, ma sono moderatamente inferiori sui 10 anni per consentire una maggiore domanda strutturale nella parte centrale della curva con l’ampliamento dei bilanci delle Banche Centrali. Con le Banche Centrali globali impegnate a mantenere tassi bassi per un periodo prolungato, escludiamo qualsiasi aspettativa di normalizzazione dei tassi almeno fino al 2024. Ma una volta che questi inizieranno ad aumentare, pensiamo che lo faranno rapidamente, soprattutto se lo stimolo fiscale avrà portato a una certa reflazione.

Alternativi:

- negli attivi reali, i rendimenti hanno tenuto molto bene. Le nostre previsioni per l’immobiliare core aumentano dello 0,1% negli Stati Uniti e nella regione Asia/Pacifico, rispettivamente a 5,9% e 6,6%, mentre per l’Europa, Regno Unito escluso, sono invariate al 5%.

- infrastrutture e trasporti offrono rendimenti elevati agli investitori, con i rendimenti azionari delle infrastrutture core globali in aumento dello 0,1%, al 6,1%, e i trasporti di base globali, una nuova tipologia di attivi aggiunta quest'anno - al 7,6%.

- le previsioni sul private equity ponderate per la capitalizzazione diminuiscono dell’1,1%, al 7,7%, a causa delle valutazioni più elevate e della concorrenza tra i potenziali acquirenti, in combinazione con un rallentamento della raccolta di risorse e maggiori cambiamenti strutturali. Compensa un leggero aumento delle aspettative di alfa, basato sulla capacità di allocare la liquidità in modo più produttivo in un'economia con maggiori differenze e con maggior enfasi su settori a crescita più elevata.

- le proiezioni sulle strategie hedge fund sono calate quest'anno, riflettendo i rendimenti inferiori disponibili negli attivi quotati. Tuttavia, riteniamo che le condizioni per la generazione di alfa stiano migliorando, il che aumenterà l'importanza della selezione dei gestori".

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