MERCATI E INVESTIMENTI: LA MANCANZA DI CHIAREZZA CONTINUA La view di François Rimeu, Senior Strategist di La Française AM
24/05/2023 Redazione MondoAlternative

I mercati azionari sono rimasti fermi nel corso del mese e lo stesso vale per i principali indici obbligazionari, nonostante i livelli di volatilità ancora elevati. "Al di là degli asset finanziari, tutte le incertezze e i rischi che dobbiamo affrontare sembrano rimanere invariati", sottolineato François Rimeu, Senior Strategist La Française AM, che quindi si domanda: "Che ne sarà dell'impatto dell'attuale crisi bancaria sul credito? Quale sarà la portata del rallentamento macroeconomico causato dalla stretta monetaria avviata dalle banche centrali? I timori di una recessione sono davvero realistici, visto che le previsioni di crescita sono state riviste al rialzo in misura così significativa negli ultimi tre mesi?".

Per l'esperto di La Française AM, "gli ultimi trenta giorni hanno comunque fornito un'ulteriore chiarezza sulle tendenze dei prossimi mesi, insieme ad alcune risposte a tali domande. Le preoccupazioni macroeconomiche si stanno attenuando sia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti, con i PMI globali a 53,4 e praticamente nessuna regione al di sotto di 50. Il settore dei servizi sta aumentando la crescita grazie alla forte domanda in corso, soprattutto in tutti i settori del turismo. I risparmi in eccesso derivanti dai massicci pacchetti di stimolo degli ultimi anni sono alla base di questa posizione di forza, nonostante l'inflazione negativa dei salari reali nella maggior parte delle regioni sviluppate", evidenzia Rimeu, che poi prosegue: "Nei prossimi mesi, il calo dell'inflazione negli Stati Uniti consentirà ai salari reali di tornare in territorio positivo, il che dovrebbe permettere alla spesa dei consumatori di reggere oltreoceano. I dati sul Pil pubblicati a fine aprile sembrano confermare questa idea. Analogamente, la riapertura della Cina sembra destinata a consentire ai risparmi cinesi in eccesso di svolgere un ruolo positivo nella crescita del settore dei servizi. Poiché i settori dei servizi rappresentano circa il 70% della crescita delle economie sviluppate, è difficile immaginare una recessione a breve termine, soprattutto se i mercati del lavoro sono ancora in buona condizione, come dimostrano gli ultimi dati emersi nell'Eurozona (tasso di disoccupazione ai minimi, tasso di occupazione in aumento, ecc)".

Per Rimeu, "sebbene nelle ultime settimane i prezzi dei principali asset finanziari siano stati poco movimentati, vale la pena notare il forte calo dei prezzi delle materie prime, in particolare del petrolio. Riteniamo che la debolezza della domanda cinese, l'aumento della produzione statunitense e l'incremento della produzione petrolifera russa, nonostante i tagli dell'OPEC, siano le ragioni principali dei bassi prezzi del petrolio, ma la debolezza generale delle materie prime è anche un segnale di rallentamento dell'economia. La relativa debolezza del settore manifatturiero è coerente con questo scenario. In ogni caso, questi cali sono una buona notizia per la crescita delle economie importatrici, non da ultimo in Europa, e sono indicatori altrettanto positivi per il futuro andamento dell'inflazione".


Inflazione e crisi bancaria: sfide persistenti per le economie

I dati sull'inflazione pubblicati ad aprile hanno portato poche novità per quanto riguarda gli Stati Uniti e l'Europa. "Mentre l'inflazione sta scendendo in modo significativo a causa di effetti base molto negativi sulla componente energetica, l'inflazione core è appena scesa in Europa mentre rimane molto alta nel comparto dei servizi americano", sottolinea Rimeu. "Al momento, le nostre prospettive sono le stesse dei mesi precedenti. La situazione è più chiara negli Stati Uniti; ad eccezione del settore immobiliare, l'inflazione core sta rallentando e non è lontana dagli obiettivi della Fed. Tuttavia, l'inflazione core in Europa rimane nel complesso più problematica. Le pressioni salariali in Europa sono molto reali, come si può vedere nelle trattative del settore pubblico in Germania, con aumenti salariali negoziati equivalenti al 5% annuo per due anni".

Infine, secondo l'esperto, "la crisi bancaria è ancora in corso, nonostante ogni nuovo fallimento sia accompagnato da osservatori che affermano che il peggio è passato. La First Republic è stata l'ultima banca a subire le pressioni del mercato e alla fine ha dovuto essere salvata da una delle banche più grandi. Al momento della stesura di questo rapporto, sembra che PacWest sia in procinto di vivere un'esperienza simile nei prossimi giorni. In generale, la pressione sui prezzi delle azioni delle banche regionali statunitensi continua. A parità di altre condizioni, è difficile immaginare come potrebbe cambiare la situazione, dal momento che ogni nuova risoluzione protegge i depositanti e i detentori di debito senior, ma porta il valore delle azioni a zero. Anche se la crescita economica resiste, non significa necessariamente che tutto vada bene per gli asset finanziari. In generale manteniamo un orientamento molto prudente, basato sulle stesse prospettive. Poiché siamo alla fine del ciclo, le condizioni finanziarie sono restrittive e le Banche Centrali non saranno più tolleranti come prima, dato il continuo alto tasso di inflazione. Tutto ciò ha un impatto negativo sulla distribuzione del credito e aumenta la probabilità di shock nei prossimi mesi", evidenzia Rimeu, che poi fornisce alcune previsioni specifiche:

- Azionario: ancora un messaggio di cautela con previsioni di utili non in linea con una crescita, nella migliore delle ipotesi, debole nei prossimi mesi. Anche la concentrazione di alcuni indici è storicamente motivo di preoccupazione;

- Credito: gli spread creditizi non sembrano ancora riflettere il rischio di un ulteriore significativo inasprimento dell'attività creditizia. Cautela sui segmenti a basso rating;

- Tassi: visione ancora positiva sui tassi Usa (nominali e reali), con l'inflazione che appare positiva. Visione più neutrale sui tassi dell'euro nel breve termine. Alcuni tassi reali emergenti (America Latina) sembrano interessanti.


Outlook

Rimeu conclude precisando come "i rischi a medio termine ci sembrano ancora significativi, anche se la crescita continua a rimanere solida. Il rischio per i margini ci sembra significativo e la contrazione del credito è ancora in corso; poiché siamo alla fine del ciclo, il rischio di un incidente finanziario è ancora presente e le conseguenze della crisi bancaria non sono ancora chiare. Questi sono tutti motivi che ci spingono a rimanere, in generale, cauti".

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