PROSPETTIVE ESG: COSA ASPETTARSI NEL CORSO DI QUEST'ANNO Secondo Mary Jane McQuillen, Head of ESG di ClearBridge Investments
12/02/2024 L'Esperto dice...

Le forze di mercato sono un elemento
chiaramente favorevole per l’energia pulita

All’inizio del 2023 avevamo previsto che i titoli azionari avrebbero continuato a risentire della pressione esercitata da inflazione e aumenti dei tassi d’interesse. Alla fine il mercato si è dimostrato asimmetrico, mettendo alla prova soprattutto gli investitori focalizzati sulla sostenibilità, considerando le vendite massicce di molti titoli nel settore dell’energia pulita mentre la quota maggiore dei rendimenti del mercato è stata trainata da un numero molto ristretto di titoli legati all’IA. Gli aumenti dei tassi d’interesse hanno esercitato una pressione sulle valutazioni dei titoli legati all’energia pulita, emessi prevalentemente da società growth con duration lunga, e in concorrenza con utility orientate al reddito, dove vi sono vari sviluppatori di energie rinnovabili. Gli aumenti dei tassi hanno anche fatto salire i costi dei progetti relativi a energie rinnovabili e frenato la spesa dei consumatori per una varietà di acquisti “verdi”, ad esempio l’energia solare per le abitazioni e veicoli elettrici (EV).

La riduzione delle emissioni di carbonio continua tuttavia ad essere un’importante priorità globale, e le tendenze alla crescita nonché i fondamentali restano forti. Nei prossimi 30 anni energia solare, eolica, batterie ed elettrolizzatori dovrebbero beneficiare di un tasso di crescita annuale composto del 10/30%, con un calo dei costi dell’energia solare e delle batterie che accompagnerà di pari passo l’aumento dei volumi e certe valutazioni decisamente modeste(1).

Da un punto di vista macro, in base alla curva forward, nel 2024 i tassi d’interesse a breve termine dovrebbero avere raggiunto il picco e i rendimenti dei Treasury a 10 anni potrebbero scendere ulteriormente, con effetti macro favorevoli per l’energia pulita. I tempi potrebbero essere provvidenziali, considerando che coinciderebbero esattamente con il momento in cui i bilanci cominciano a migliorare grazie all’afflusso di notevoli cash flow ritardati derivanti dall’Inflation Reduction Act (IRA).

Un elemento importante è che proprio ora si stanno chiarendo i sussidi per miliardi di dollari destinati alla produzione di idrogeno previsti dall’IRA, oltre a dettagli relativi ai crediti d’imposta sugli investimenti per la tecnologia di stoccaggio dell’energia, sta diventando chiara, con altri dettagli attesi per il 2024.

Mentre in linea generale la politica continuerà a trainare la transizione energetica, i fondamentali dell’energia pulita stanno diventando più interessanti dal punto di vista economico, come dimostra la crescita delle forniture trainate dal mercato di energia fotovoltaica solare ed eolica. Il diciassette percento della crescita mondiale di utility che sfruttano l’energia solare ed eolica è realizzato tramite strutture trainate dal mercato, quali ad esempio gli accordi per l’acquisto di alimentazione (PPA, Purchase Power Agreements), per i quali sono in testa gli Stati Uniti, e che interessano prevalentemente le società. Escludendo la Cina, questa percentuale è molto più elevata.


L’accordo della COP28 rafforza il momento positivo

Il luogo scelto per la COP28: gli EAU, grandi produttori di petrolio, ha destato un certo scetticismo riguardo all’intenzionalità della conferenza di quest’anno. I risultati sembrano invece più positivi del previsto. L’accordo relativo a una transizione dai combustili fossili con modalità giuste, ordinate ed equanimi comporta un taglio di tutti i combustibili fossili puntando invece maggiormente sull’energia pulita, che continua a superare la crescita della spesa per combustibili fossili. Sono aumentati i membri del Medio Oriente che si sono alleati per un azzeramento netto delle emissioni, e stanno mettendo a punto le pratiche migliori per istituzioni finanziarie globali che stanno ancora sviluppando piani di transizione.

Nel primo giorno dei colloqui in occasione della COP28 si è anche parlato di un accordo finanziario sul clima concretizzato da un Fondo per perdite e danni inteso ad aiutare i Paesi più poveri e più vulnerabili del mondo per far fronte agli impatti del cambiamento climatico, con un finanziamento iniziale superiore a 400 milioni di dollari. Un altro successo della COP28 è stata l’adesione di nuovi membri alla Powering Past Coal Alliance, in particolare gli Stati Uniti e la Repubblica Ceca.

Andando avanti la finanza climatica continuerà ad essere un argomento importante, con nuove iniziative che spianano la strada. La Partnership for Carbon Accounting Financials (PCAF) è una partnership globale di istituzioni finanziarie che si sono impegnate nella misurazione e il reporting di un terzo delle emissioni di gas serra (GHG) associate ai loro prestiti e investimenti nei mercati finanziari. La PCAF ha sviluppato metodologie per la contabilizzazione dei GHG applicate alle seguenti classi di attività: azioni quotate in Borsa e obbligazioni corporate, prestiti alle imprese e azioni non quotate, finanza progettuale, ipoteche, real estate commerciale e finanziamenti per l’acquisto di veicoli a motore. Attualmente vi sono 458 istituzioni finanziarie che lavorano all’allineamento dei loro portafogli all’Accordo sul clima di Parigi. La PCAF ha prestato assistenza sviluppando uno standard di contabilità di GHG globale open source, il Global GHG Accounting and Reporting Standard per il settore finanziario.


Diritti umani e una transizione giusta

Aver dichiarato che la transizione energetica dovrebbe avvenire in modo “giusto, ordinato ed equo”, come stabilito nell’accordo della COP28, si riferisce agli impatti del cambiamento climatico e della decarbonizzazione sulla società, di cui la biodiversità è un componente fondamentale. A questo scopo, le normative relative alle informative delle società stanno sempre più integrando argomenti sociali come i diritti umani. Ci attendiamo un maggiore focus normativo sui diritti umani e la due diligence relativa alle catene di fornitura, quali la consultazione pubblica dell’International Sustainability Standards Board sul capitale umano e i diritti umani, la direttiva sulla due diligence per la sostenibilità societaria dell’Unione Europea e il Bill S-211 del Canada sul lavoro forzato e il lavoro minorile, che consentiranno una migliore conoscenza dei rischi sociali relativi alle catene di fornitura.

Questo focus dovrebbe contribuire ad arricchire i dati ambientali, sociali e di governance (ESG) a disposizione degli investitori, contribuendo allo stesso tempo a mitigare le difficoltà relative ai dati sociali e le informative. La questione relativa ai dati sociali e all’informativa è legata anche alla performance delle società, considerando che i fattori di una gestione efficace del capitale umano, quali ad esempio diversità, uguaglianza e inclusione, reclutamento e ritenzione, gestione del personale addetto alla catena di fornitura e relazioni con i sindacati, possono suggerire quale sia la loro probabilità di una buona performance. Nel 2024 prevediamo che un oggetto di focus saranno i diritti degli indigeni, così come il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) responsabile, che diventerà più importante per gli impegni associati alla gestione del capitale umano e le proposte degli azionisti.


Il potenziale dell’IA è accompagnato da responsabilità

La rapida ascesa del modello linguistico di grandi dimensioni dell’IA nel 2023 ha fatto della tecnologia un elemento centrale per il futuro delle società in quasi tutti i settori. L’IA offre vantaggi sociali e ambientali, che comprendono possibili efficienze in compiti ripetitivi semplici, un aiuto all’assistenza sanitaria generale, e l’abilità dell’IA di affrontare aree quali un migliore monitoraggio delle emissioni di carbonio, ridurre la deforestazione, e sviluppare strategie di decarbonizzazione per le imprese.

L’IA ha fatto anche nascere accese discussioni. Tra i possibili danni sociali vi sono discriminazione, informazioni erronee, contenuti dannosi, rischi per la cybersicurezza e il copyright nonché il furto della proprietà intellettuale (tra molti altri). Con le strategie di automazione messe in atto dalle società, l’IA sarà controversa anche dal punto di vista dei lavoratori. L’IA richiede inoltre un uso intenso di energia, creando rischi per l’ambiente. Le società tecnologiche sono state abitualmente percepite come opzioni d’investimento asset light e con emissioni più basse, ma ciò potrebbe cambiare. Analogamente alle criptovalute, l’IA richiede una potenza di calcolo enorme, che significa una maggiore domanda di data center, i quali sono già responsabili del 2/3% delle emissioni di GHG globali(2). Un’interrogazione generativa dell’IA potrebbe consumare una potenza di calcolo superiore di 5 volte rispetto a una domanda posta a un motore di ricerca(3). La sicurezza e l’efficienza energetica dell’IA domineranno le discussioni con le nostre partecipazioni in tutti i settori nei prossimi trimestri e anni.


La regolamentazione globale avanza

Avevamo già preso atto della crescita preannunciata della regolamentazione globale verso la fine del 2022, e ora il rullo dei tamburi prosegue, ma il numero dei tamburi è aumentato. Come presunto dall’ISS nel Global Regulatory Update annuale per il 2023, la frammentazione della regolamentazione nelle regioni di tutto il mondo sta creando costernazione tra gli emittenti di prodotti d’investimento e gestori di fondi che lavorano con clienti in varie giurisdizioni(4). Mantenere informative standard ma con complessità variabile, seppure non dissimile, e standard di qualificazione validi paese per paese oltre a inquadramenti nascenti può sembrare “un panorama labirintico nel quale i partecipanti al mercato finanziario devono trovare la strada giusta”. È stato difficile anche per i responsabili delle decisioni politiche definire i termini sul piano della comparabilità stabilendo al contempo classificazioni che siano esaurienti.

In aggiunta, la relazione dell’Institutional Shareholder Services (ISS) ESG descrive i problemi per le società causati da informative ESG e strutture di reporting diverse, e come i regolamentatori stanno considerando l’approccio agli obblighi di due diligence per le società nella catena di fornitura.


Un ruolo sia per i leader che per gli improver

Gli investitori possono cercare rendimenti in vari modi, contribuendo allo stesso tempo alla creazione di un mondo migliore e più sostenibile, e siamo soddisfatti nel vedere approcci più pratici all’investimento in improver di sostenibilità affiancati a leader di sostenibilità. Gli improver, quali ad esempio le società in settori con maggiori emissioni ma generalmente indispensabili (ad esempio servizi pubblici, carburanti per i trasporti e materiali) che si stanno realmente impegnando per abbassare le emissioni, possono avere un impatto enorme se gli obiettivi del miglioramento sono credibili e associati ad azioni del portafoglio. Leader e improver sono entrambi necessari e possono essere complementari: i leader offrono le pratiche migliori, forniscono soluzioni e hanno spesso un impatto su ampia scala, mentre la crescita delle strategie degli improver arricchisce il gruppo, aiuta il progresso verso obiettivi climatici occupandosi delle industrie più difficili e potrebbe avere anche un ruolo più precursore, concentrandosi ad esempio su un capex verde piuttosto che sui ricavi.

Le società di petrolio e gas potrebbero costituire un’importante categoria di improver. Queste presentano preoccupazioni legittime a chi investe nella sostenibilità, ma stanno fornendo miglioramenti credibili nelle emissioni di metano (una soluzione relativamente facile ma potente) e sono gli scaler maggiori per quanto riguarda la cattura di carbonio, la cui struttura in un modo o nell’altro sarà cruciale nell’impegno mirato alla decarbonizzazione globale.


Il supporto dell’innovazione è fondamentale per la sostenibilità

In un anno difficile per la performance, e nel quale un contesto politico controverso ha fatto a volte travisare i motivi legati alla sostenibilità, è importante riflettere su come le società quotate in Borsa siano centrali per l’innovazione che rende migliore la vita sulla Terra. Tre quarti delle riduzioni di emissioni necessarie per l’azzeramento netto deriveranno da una tecnologia che ancora non è commerciale.

L’innovazione è ovviamente centrale per un miglioramento degli esiti della sanità in tutto il mondo. I tassi di mortalità della malaria sono crollati del 50% in tutto il mondo dal 2000; secondo le stime tra il 2000 e il 2021 sono stati evitati 11,7 milioni di decessi causati dalla malaria, e un propulsore apparentemente semplice ma potente di questo progresso sono state le reti trattate con insetticidi(5). In molte regioni, anche la refrigerazione dell’insulina è un problema. Nei nostri contatti con una società farmaceutica che fa parte dell’Access to Medicine Index, abbiamo discusso di come fosse assegnato capitale alla ricerca e sviluppo per finanziare un’innovazione destinata a prolungare di quattro settimane la durata di conservazione dell’insulina, aiutando ad alleviare i problemi di refrigerazione e salvare vite. Analogamente, l’innovazione di una società HVAC ha contribuito alle forniture per la catena del freddo farmaceutica, compresa la conservazione refrigerata, controlli della temperatura ultra fredda dei trasporti per via aerea, transoceanica, su strada e last mile, consentendo di mettere a segno il lancio di prodotti più importante della storia con la distribuzione di vaccini per il Covid19(6).

Il ruolo dell’innovazione può essere visibile anche in business model. Una società immobiliare di logistica che beneficia della crescita dell’e-commerce sta sviluppando anche un business dedicato all’energia pulita, lavorando a stretto contatto con i suoi clienti per l’implementazione di miglioramenti dell’efficienza, ad esempio con l’energia solare in loco. Questa società è in effetti il secondo proprietario per ordine di importanza di impianti fotovoltaici da installare sui tetti negli Usa. Il suo business per l’energia comprende anche batterie per l’accumulo e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, che vende come servizio per gli inquilini. Con la pipeline di sviluppo attuale, i suoi investimenti nel portafoglio di energia rinnovabile dovrebbero far aumentare la capacità di energie rinnovabili dagli attuali 0,5 GW a 7 GW nel 2030, con una crescita dei ricavi ricorrenti da circa 50 milioni a circa 1,4 miliardi di dollari all’anno.

Tra gli altri esempi, vi è una società il cui business model in evoluzione è rivolto alle urgenti necessità di decarbonizzazione mondiali. La società produce vari rivestimenti, bioplastica e plastica per gli imballaggi, e genera forti emissioni. Tuttavia sta anche rafforzando l’economia circolare con lo sviluppo di due impianti di riciclaggio avanzati che ridurranno le sue emissioni ed eventualmente presteranno servizi di riciclaggio per altre società chimiche, riducendone le emissioni. Entro il 2026 le sue innovazioni nel riciclaggio molecolare potrebbero rappresentare quasi il 30% degli utili attuali al lordo di interessi, imposte, svalutazione e ammortamento (EBITDA), considerando che il suo obiettivo è di riciclare più di 250 milioni di libbre di rifiuti di plastica all’anno entro il 2025 e 500 milioni all’anno entro il 2030.


La biodiversità è una delle priorità per il 2024

Mentre non è ancora possibile investire in tutto ciò che è innovazione, l’ingegnosità umana sta costantemente creando mercati che soddisfino necessità urgenti, e le società redditizie sono fondamentali affinché l’impatto dell’investimento nella sostenibilità non perda mai efficacia. Il 2024 promette di essere un anno di crescita ambiziosa per l’espansione dell’energia pulita, il progresso relativo al clima, la protezione e lo sviluppo del capitale umano, lo sviluppo di un’IA responsabile, una maggiore regolamentazione dell’informativa globale e un ampliamento dell’impatto dell’investimento sostenibile.

Con il lancio della Task Force on Nature-Related Financial Disclosures (TNFD) nel 2023, guarderemo alla 16a Conferenza delle Parti (COP) in occasione della Convention on Biological Diversity (CBD), che si riunirà nel novembre 2024 in Colombia. Seguiremo il progresso delle iniziative TNFD e lavoreremo con i nostri stakeholder.

Per il 2024, i nostri analisti e gestori degli investimenti continueranno a impegnare attivamente le nostre partecipate riguardo a tutti questi argomenti importanti, e terremo informati del progresso i nostri clienti.


A cura di Mary Jane McQuillen,

Head of ESG di ClearBridge Investments, Gruppo Franklin Templeton



Note

(1) Bernstein Energy & Power: What goes down must come up? Clean energy investing in 2024. 8 dicembre 2023.

(2) “How to Make Generative AI Greener,” Ajay Kumar and Tom Davenport. Harvard Business Review. 20 luglio 2023.

(3) “The Generative AI Race Has a Dirty Secret,” Chris Stokel-Walker. Wired. 18 Feb. 2023.

(4) ISS ESG: 2023 Global Regulatory Update. Set. 2023.

(5) “World Malaria Report 2022,” Organizzazione mondiale della sanità.

(6) Garanzia dell’integrità: Pharma cold chains and Covid-19 vaccine rollouts.

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