MULTI ASSET: ESSERE FLESSIBILI OGGI È DIVENTATO FONDAMENTALE I principali trend sui mercati secondo Gregor Hirt e Claudio Marsala (AllianzGI)
13/03/2024 L'Esperto dice...
L'economia mondiale mostra segnali di resilienza e lo scenario più probabile a oggi sembra quello di un soft landing, se non addirittura di un no landing, passando direttamente a una ripresa economica. Gregor Hirt, Global Cio Multi Asset, e Claudio Marsala, Head of Multi Asset Solutions di Allianz Global Investors (AllianzGI), hanno illustrato le loro aspettative per i prossimi mesi e le principali asset class che dovrebbero beneficiare di questo nuovo contesto economico.
Hirt ha innanzitutto analizzato l'evoluzione del mercato, la cui elevatissima correlazione tra azioni e obbligazioni appena due anni fa costituiva un ambiente perfetto per un portafoglio tradizionale 60/40 o 70/30; ora invece è diventato indispensabile aggiungere una dose di flessibilità, svincolarsi dai benchmark non solo per cercare una performance maggiore ma anche per controllare la volatilità in modo più efficace. "Guardiamo con favore anche al segmento Etf, che garantisce una rapida esposizione a un'asset class o a un mercato, vista la notevole varietà di strumenti ormai disponibili. Tuttavia, gli Etf tendono a favorire i titoli che performano bene, che in generale è un ottimo meccanismo ma può portare a valutazioni molto costose, in particolare in futuro, quando i tassi torneranno a livelli normali. Per questo in AllianzGI, soprattutto guardando ai macro trend più rilevanti come l'AI, siamo sempre alla ricerca di alternative ai titoli di maggiore successo come i Magnifici Sette". 
Parlando di sostenibilità, il Global Cio Multi Asset di AllianzGI ha evidenziato come sostenibilità e performance di molti titoli siano legate, in particolare perché le società sostenibili aggiungono valore al portafoglio ma lo sguardo che bisogna tenere è sempre di lungo periodo, con possibili cicli di underperformance che però non intaccano il valore complessivo dell'universo di titoli sostenibili.
Hirt ha poi descritto lo scenario macroeconomico di base che AllianzGI si attende per i prossimi mesi, con un rischio recessivo che appare ormai lontano e un più probabile soft landing, se non addirittura un no landing: "È uno scenario positivo per il mercato azionario ma meno per l'obbligazionario, se non dovessero verificarsi i tagli dei tassi previsti. Il nostro scenario base è comunque buono, con una crescita che rimane sostenuta e un'inflazione che rimane in traiettoria calante". 
Marsala ha invece dal canto suo evidenziato le grandi differenze a livello regionale di questo scenario a tinte positive, "un contesto in cui la normalizzazione post Covid non è ancora finita, anche se tendiamo a dimenticarcene. In particolare, l'inflazione Usa è cresciuta più delle attese e per questo vediamo un ciclo economico positivo negli Stati Uniti e leggermente meno in Europa, alle prese con problemi strutturali come una minore flessibilità economica, una maggiore dipendenza da esportazioni e materie prime energetiche e una forte interdipendenza con la Cina", ha osservato, specificando che il mercato si attende tre tagli dei tassi da parte di Fed e Bce nel corso del 2024, anche l'effettivo timing dipenderà dai dati.
Lato azionario, oltre agli Stati Uniti, l'Head of Multi Asset Solutions di Allianz Global Investors ha espresso una preferenza per il Giappone: "Il Paese è ancora in un contesto di tassi negativi, derivati da 30 anni di deflazione e mancata crescita. Questo contesto già a marzo/aprile però potrebbe mutare. Il Giappone è anche alle porte di una nuova ondata di investimenti strutturali dovuti in gran parte a un cambio di corporate governance, che vuole utilizzare le ingenti riserve di liquidità accumulate in questo periodo per aumentare la produttività e compensare la "bilancia demografica" negativa del Paese. Rimaniamo positivi sull'azionario e sullo yen ma negativi sull'obbligazionario".
Lo sguardo di Marsala si è poi spostato sulla Cina, alle prese con una forte crisi del settore immobiliare, che "ha colpito Pechino e il suo modello di sviluppo, impoverendo la domanda e i consumi. I processi di riassestamento delle crisi immobiliari sono generalmente lunghi e il Governo è a favore di interventi espansivi, anche se non si sono ancora visti i necessari incentivi monetari/fiscali. Tuttavia, il Partito Comunista mantiene una visione di lungo periodo e sta guardando a un nuovo modello economico per i prossimi 5/10 anni. In alcuni settori, come i veicoli elettrici o i pannelli fotovoltaici, la Cina è diventata il leader mondiale".
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