LA SOVRAPERFORMANCE DELLE AZIONI EUROPEE CONTINUERÀ Le previsioni per i prossimi mesi a cura degli esperti di iCapital
08/07/2024 Redazione MondoAlternative

In un quadro in cui il miglioramento del livello di fiducia delle imprese e della solidità dei consumi si traducono in una crescita degli utili superiori alle attese, le azioni europee dovrebbero a nostro avviso mantenere la recente sovraperformance.

Nonostante la recessione tecnica di inizio anno, la crescita dell’area nel 2024 è stata più resiliente del previsto. I venti contrari che hanno penalizzato i consumatori europei negli ultimi anni sembrano trasformarsi in venti favorevoli, poiché i prezzi dell'energia e i tassi di interesse hanno avviato una discesa, dopo i massimi del 2022 e 2023. Una tendenza che non solo ha sostenuto i consumatori europei, ma ha anche provocato un miglioramento della fiducia delle imprese. Questo scenario si è tradotto in utili migliori del previsto, che dovrebbero continuare a offrire sorprese positive per il resto dell'anno, data la solidità delle revisioni dei risultati. Scambiate a un nuovo massimo storico, le azioni potrebbero confermare la loro recente sovraperformance, soprattutto mentre ci avviamo verso la stagione dei viaggi estivi e del turismo, che dovrebbe sostenere ulteriormente i consumi e l'attività dei servizi nella regione.


Prospettive di crescita più rosee, con l'uscita dalla recessione

Nonostante la crescita lenta del Pil, il primo trimestre ha segnato la fine della breve recessione registrata dall’area nella seconda metà del 2023. Gli economisti prevedono per il prossimo anno una ripresa della crescita, mentre osserviamo una revisione positiva delle stime di crescita del Pil su base annua per i restanti trimestri di quest’anno.

La crescita economica nell’area euro è stata ampiamente sostenuta dall’attività dei servizi. Pur restando invariato a inizio maggio, il Pmi europeo dei servizi si è confermato al suo livello più alto da maggio 2023. Le componenti previsionali, come i nuovi ordinativi, che hanno raggiunto il massimo sugli ultimi 13 mesi, suggerirebbero tuttavia che il Pmi potrebbe continuare a crescere nei prossimi mesi. L'attività a livello dei servizi dovrebbe essere sostenuta anche dai viaggi e dal turismo della stagione estiva. Quest'estate, l’Europa accoglierà vari tour musicali, in particolare l’Eras Tour di Taylor Swift, che ha inaugurato la sua fase europea a inizio maggio. Alcuni economisti ritengono che l’Eras Tour potrebbe esercitare sull’economia europea un impatto più ampio che negli Stati Uniti, dove ha contribuito a sostenere la forte crescita del Pil nel terzo trimestre dello scorso anno(1). In effetti, i recenti dati sugli acquisti con carte di credito hanno evidenziato un aumento del 22% su base annua della spesa per i punti vendita a Parigi durante l’Eras Tour, con una dinamica analoga a quella registrata negli Stati Uniti(2).

Sebbene l’attività a livello dei servizi sia rimasta vivace, il settore manifatturiero rimane in contrazione. Vi sono tuttavia segnali che il settore potrebbe trovarsi nelle prime fasi di una ripresa, dopo il minimo toccato dall’attività manifatturiera nell’area. In effetti, il Pmi manifatturiero dell’area euro ha raggiunto il suo livello più elevato da febbraio 2023 e ora supera di quasi 5 punti il minimo di 42,7 registrato a giugno 2023(3). Come per il Pmi dei servizi, abbiamo osservato un notevole miglioramento delle componenti previsionali del Pmi manifatturiero, evidenziato dal raggiungimento del miglior livello di nuovi ordini degli ultimi due anni.


Il calo dell’inflazione e dei tassi dà sollievo all’economia europea

La tendenza disinflazionistica in Europa sembra meglio orientato che negli Stati Uniti. Dopo il picco del 10,60% annuo raggiunto nell’ottobre 2022, l’inflazione dell’area euro è scesa infatti al 2,40%(4). Nonostante la netta tendenza al rialzo dei rendimenti nel corso dell’anno, anche il Bund decennale tedesco resta inferiore al massimo del 3% raggiunto ad ottobre 2023. Un’inflazione contenuta e quindi tassi più bassi dovrebbero contribuire ad allentare le condizioni finanziarie in Europa. In effetti, l’indice Goldman Sachs Financial Conditions è ora più basso di 60 punti base rispetto a ottobre dello scorso anno(5). Ma vi sono altri esempi di come le condizioni finanziarie si siano allentate in tutta la regione.

In primo luogo, abbiamo visto le condizioni di prestito diventare meno rigide nell’area. Nell'ultimo sondaggio sul credito bancario, l'inasprimento dei criteri di credito sia per le imprese che per le famiglie è sceso ai livelli osservati nel 2021(6).

In secondo luogo, i consumatori europei sono più sensibili all'andamento dei tassi d'interesse. In media, nei paesi europei, Il 53% dei mutui è infatti a tasso variabile(7). Gli ulteriori tagli dei tassi della Banca Centrale Europea (BCE), previsti durante l’anno, dovrebbero contribuire a esercitare una pressione al ribasso sui costi del debito dei consumatori, in particolare per quanto riguarda i mutui.

L’inflazione più contenuta e i tassi più bassi dovrebbero sostenere anche la crescita del reddito reale disponibile per i consumatori europei, che dovrebbe aumentare del 2,5% T4/T4 nel 2024(8). Anche la crescita dei salari nominali è rimasta solida, in quanto è recentemente aumentata del 4,7% nel primo trimestre di quest’anno(9). Questo aumento del reddito disponibile non si è però ripercosso interamente sui consumi, dato che anche il tasso di risparmio è aumentato. A differenza degli Stati Uniti, il tasso di risparmio in Europa resta superiore ai livelli pre Covid. Il fatto che i consumatori europei non esauriscano il risparmio in eccesso potrebbe, a un certo punto, sostenere i consumi.

Ma le condizioni finanziarie più favorevoli non hanno solo sostenuto i consumatori, ma anche il sentiment delle imprese. Negli ultimi dati del Pmi, la fiducia delle imprese nei settori manifatturiero e dei servizi è balzata in effetti ai massimi sugli ultimi 27 mesi(10). La ripresa della fiducia delle imprese è particolarmente evidente in Germania, dove è salita ai massimi sugli ultimi 12/26 mesi, come evidenziato dalle indagini ZEW e IFO Business Expectations.


Arrivano i tagli dei tassi

I responsabili delle politiche monetarie nutrono maggiore fiducia nella traiettoria dell’inflazione in Europa e hanno pertanto avviato il ciclo di riduzione dei tassi. Non sembra però che questo taglio dei tassi sarà l’unico, dato che diversi portavoce della BCE hanno riconosciuto che potremmo assistere a ulteriori interventi nel corso dell’anno. Sebbene i mercati scontino un secondo taglio al momento della riunione della BCE di settembre, i recenti commenti del presidente della Banca Centrale francese (Francois Villeroy de Galhau) hanno suggerito che la BCE potrebbe ridurre nuovamente i tassi in occasione della riunione di luglio(11). Tuttavia, l’andamento dei tagli nel secondo semestre di quest’anno sarà in ultima analisi determinato dalla traiettoria dell’inflazione, in particolare dell’inflazione dei servizi, e dagli accordi salariali negoziati.

Si tratterà probabilmente di un ciclo di tagli dei tassi unico in Europa, dato che storicamente la BCE si è mossa in ritardo rispetto alle azioni di politica monetaria della Fed. Al contrario, in questo ciclo, la BCE sembra aver preso l’iniziativa, poiché ha avviato il suo ciclo di riduzione dei tassi prima della Fed e si prevede che quest'anno i suoi tagli supereranno quelli statunitensi.


Gli utili sono in ripresa

Nonostante un calo degli utili del 5% per il trimestre, gli utili aggregati hanno riservato una sorpresa positiva, crescendo dell’8%, miglior dato dal primo trimestre 2023(12). Nonostante il costante rallentamento della crescita degli utili, sembra che questi ultimi abbiano probabilmente toccato il minimo in Europa, lo scorso trimestre. Riteniamo che la crescita degli utili nella regione sarà sostenuta dalle ampie revisioni positive osservate. L'indice delle revisioni degli utili per le azioni europee è infatti ai massimi livelli da oltre un anno(13). Inoltre, se si considera la variazione mensile delle revisioni degli utili, l'Europa supera ampiamente altre aree sviluppate(14). Le maggiori revisioni sono state registrate nei settori della finanza, dei farmaci, dei semiconduttori e delle utility. Di conseguenza, le stime del consensus su una crescita degli utili del 6% nel 2024 e dell’11% nel 2025 sembrano raggiungibili(15).


Riteniamo che la sovraperformance delle azioni europee possa continuare

Negli ultimi tre mesi, le azioni europee hanno sovraperformato l’indice S&P 500 sia in dollari Usa che in valuta locale. A nostro avviso, questa sovraperformance potrebbe continuare, grazie alla resilienza dell'economia e ai fattori favorevoli che stanno iniziando a sostenere i consumatori. Inoltre, riteniamo che l'attività dei servizi dovrebbe essere supportata dai viaggi e dal turismo dell’imminente stagione estiva.

Sebbene il contesto macroeconomico stia diventando più favorevole per l’area, riteniamo che la ripresa degli utili dovrebbe offrire un’altra possibilità di supporto alle azioni europee. Poiché le revisioni degli utili sono guidate dalle aziende finanziare, farmaceutiche e dei semiconduttori, ciò potrebbe favorire paesi come la Germania e la Svizzera, molto esposte a questi settori.

Il taglio dei tassi della BCE potrebbe peraltro fornire un ulteriore impulso alle azioni europee. In effetti, abbiamo riscontrato che dal 2000 ad oggi, nell’anno successivo ad ogni tasso dei tassi della BCE, i rendimenti azionari europei tendono a registrare performance migliori rispetto alle medie storiche(16).

Anche se all’inizio dell’anno l’attenzione si è concentrata sul tema dell’eccezionalità negli Stati Uniti, la recente sovraperformance dell’Europa ci ricorda che è importante diversificare geograficamente i portafogli. Se gli investitori sono sottoesposti all'Europa, questo potrebbe essere il momento opportuno per iniziare ad aumentare la loro esposizione all’area.


a cura di Anastasia Amoroso, Peter Repetto e Nicholas Weaver di iCapital



Note

1) Mastercard Economic Institute, iCapital Investment Strategy, al 29 maggio 2024.

2) Bank of America, iCapital Investment Strategy, al 20 maggio 2024.

3) Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 28 maggio 2024.

4) Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 29 maggio 2024.

5) Goldman Sachs, Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 29 maggio 2024.

6) Banca centrale europea, Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 9 aprile 2024.

7) Europe Mortgage Federation, iCapital Investment Strategy, a novembre 2023.

8) GoldmanSachs, Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 28 maggio 2024.

9) Eurostat, Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 23 maggio 2024.

10) S&P Global, Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 28 maggio 2024.

11) Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 3 giugno 2024.

12) FactSet, iCapital Investment Management, al 30 maggio 2024.

13) Citi, Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 28 maggio 2024.

14) Citi, Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 30 maggio 2024.

15) FactSet, Strategia d’investimento iCapital, al 24 maggio 2024.

16) Bloomberg, iCapital Investment Strategy, al 29 maggio 2024.


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