IMMOBILI: FOCUS SULLA PERFORMANCE ENERGETICA DEGLI EDIFICI I risvolti della revisione della direttiva EPBD per Richa Patro di aberdeen Investments
29/07/2025 Redazione MondoAlternative

“Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), gli edifici sono direttamente e indirettamente responsabili di circa un terzo delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2) legate all’energia e ai processi industriali. Inoltre, il World Green Building Council stima che circa l’11% di tali emissioni derivi dalla produzione dei materiali da costruzione, noto come carbonio incorporato", afferma Richa Patro, ESG Analyst, Real Estate di aberdeen Investments, che spiega: “In un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalla crescente urgenza di adottare pratiche sostenibili, la revisione della direttiva europea sul rendimento energetico degli edifici (EPBD) rappresenta un passo normativo cruciale. Parte integrante del pacchetto Fit for 55, questa direttiva ha l’obiettivo di incentivare la costruzione e la ristrutturazione di edifici ad alta efficienza energetica, contribuendo in modo significativo al più ampio piano dell’Unione Europea per ridurre le emissioni di carbonio nel settore edilizio”.


Cos'è la direttiva EPBD?

“Introdotta nel 2002, la direttiva EPBD stabilisce requisiti stringenti per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici in tutta l’Ue, coprendo sia le nuove costruzioni che il patrimonio edilizio esistente”, sottolinea Patro, che poi ne chiarisce i punti salienti.

1) Standard minimi di prestazione energetica (MEPS)

“La direttiva stabilisce che, entro il 2030, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero, segnando un deciso abbandono dei combustibili fossili. Inoltre, entro il 2033, almeno il 25% degli edifici più inefficienti dovrà essere riqualificato, con l'obiettivo di migliorarne significativamente le prestazioni energetiche”, afferma Patro.

2) Certificati di prestazione energetica (EPC)

“Gli EPC offrono valutazioni standardizzate e trasparenti dell’efficienza energetica di un edificio, supportando investitori e acquirenti nelle loro decisioni e rafforzando la centralità dell’efficienza energetica nelle transazioni immobiliari”, spiega l’esperta.

3) Ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente

Patro ricorda che circa l’85% degli edifici nell’Ue è stato costruito prima del 2000, “rendendo necessario un piano di ammodernamento su larga scala. La direttiva EPBD orienta gli Stati membri verso la riqualificazione energetica degli immobili meno efficienti”.

4) Infrastrutture per veicoli elettrici (EV)

“La direttiva promuove l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici nelle nuove costruzioni e negli interventi di ristrutturazione importanti, contribuendo così alla decarbonizzazione anche nel settore dei trasporti”, afferma Patro.

5) Sistemi sostenibili di riscaldamento e raffreddamento

“Considerando che riscaldamento e raffrescamento rappresentano una quota significativa dei consumi energetici degli edifici, la direttiva incoraggia il passaggio a soluzioni rinnovabili come pompe di calore e pannelli solari”, spiega l’esperta di aberdeen Investmets.


Perché si parla oggi della direttiva EPBD?

“Gli ultimi emendamenti approvati dal Parlamento europeo mirano ad accelerare il processo di ristrutturazione in tutta l’Ue, riducendo le emissioni di gas serra e migliorando l’efficienza energetica”, segnala Patro. In particolare:

- Gli edifici con le prestazioni energetiche peggiori (il 15%) dovranno raggiungere almeno la classe E entro il 2030 e la D entro il 2033.

- Si prevede che il 49% dell’energia consumata da nuovi edifici o da quelli completamente ristrutturati provenga da fonti rinnovabili.

“Tali aggiornamenti sostengono l’obiettivo dell’Ue di raggiungere un parco immobiliare a impatto climatico neutro entro il 2050, in linea con il Green Deal europeo”, aggiunge Patro.


Implicazioni regionali della direttiva

Secondo l’esperta, poi, “l’attuazione della EPBD avrà impatti diversi a seconda della regione, riflettendo la varietà del patrimonio edilizio e delle esigenze energetiche locali”.

- Europa occidentale: “Paesi come Germania, Francia e Paesi Bassi sono già ben strutturati dal punto di vista normativo e possono implementare la direttiva in modo efficace. L’interesse del mercato per edifici efficienti è in costante crescita, rendendo queste regioni leader nel processo di transizione”, afferma Patro.

- Europa meridionale: “In Spagna e Italia, caratterizzate da un patrimonio edilizio più datato e da consumi energetici stagionali elevati, la EPBD rappresenta un’occasione per migliorare l’efficienza, anche grazie all’integrazione del solare, particolarmente adatto a questi climi”, sottolinea l’esperta.

- Europa orientale: secondo l’esperta, “Paesi come Polonia e Romania, con un’alta quota di edifici inefficienti, potrebbero affrontare sfide finanziarie. Tuttavia, l’attuazione della direttiva offre anche l’opportunità di migliorare l’efficienza energetica e la qualità abitativa generale”.

- Europa settentrionale: “I Paesi scandinavi, già pionieri in sostenibilità, dovranno comunque accelerare gli interventi di retrofitting per allinearsi agli standard più ambiziosi della direttiva”, segnala Patro.


Tempistiche e attuazione

“La revisione della direttiva è stata approvata nell’aprile 2024 ed è entrata in vigore il 28 maggio 2024 in tutti gli Stati membri. Tuttavia, nessuno dei Paesi Ue ha ancora recepito completamente i nuovi requisiti nelle proprie leggi nazionali, segno della complessità del processo. Un calendario, elaborato da European Real Estate Association, INREV e RICS, descrive le tappe principali e le azioni previste per il settore immobiliare”, evidenzia Patro.


Quali implicazioni per gli investitori?

Nel settore immobiliare, i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) assumono un’importanza crescente. Gli edifici conformi alla EPBD potrebbero beneficiare di una maggiore domanda, minori costi operativi e migliore valorizzazione. Al contrario, gli immobili non adeguati rischiano svalutazioni e minore attrattività per acquirenti e locatari”, afferma l’esperta di aberdeen Investments, che conclude: “Gli investitori devono quindi monitorare con attenzione l’evoluzione normativa e allineare i portafogli agli standard energetici emergenti. Sarà interessante osservare come la EPBD si integrerà con altri framework volontari, come i benchmark del Carbon Risk Real Estate Monitor, ridefinendo il concetto di immobile a prova di futuro".

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