Nel 2026 lo scenario economico si dovrebbe confermare resiliente, ma non privo di possibili elementi di instabilità. A fare il punto sulla situazione attuale dei mercati e delle prospettive per gli investimenti nell’anno appena iniziato sono stati Enzo Corsello e Massimiliano Maxia, rispettivamente, Country Head Italy e Senior Fixed Income Product Specialist di Allianz Global Investors.
“Il 2025 è stato uno spartiacque dal punto di vista geopolitico e delle dinamiche macroeconomiche, ma anche un anno di sostanziale continuità per quanto riguarda l’andamento rialzista segnato dai mercati azionari”, ha esordito Corsello, evidenziando poi i quattro elementi che contraddistinguono lo scenario attuale, ovvero crescita resiliente, inflazione volatile, valutazioni elevate e dubbi sul dollaro. Secondo Corsello, la crescita economia sta rallentando ma rimane su livelli ancora sostenuti ed è distribuita in modo piuttosto uniforme sulle diverse regioni, sostenuta da politiche fiscali e monetarie più accomodanti, bilanci solidi del settore privato e fattori strutturali favorevoli legati all’AI. In tale quadro, l’inflazione non appare come una minaccia di breve periodo, anche se vengono rilevati dei rischi, non del tutto prezzati, di potenziali fiammante inflazionistiche in Usa, mentre le elevate valutazioni dei titoli azionari statunitensi invitano alla cautela, ma solo fino a un certo punto: “Pur essendo un possibile campanello d’allarme, le valutazioni non sono al momento invalidanti del trend rialzista del mercato azionario”, ha sottolineato Corsello, affermando di monitorare la traiettoria di crescita degli utili. Inoltre, Corsello invita gli investitori a tenere sott’occhio il dollaro: “Nel 2025 l’andamento del dollaro è stato un elemento significativo di pressione per chi non si era coperto dal rischio cambio e ora sembra avviato alla prosecuzione della fase di indebolimento nei confronti dell’euro e delle altre principali valute internazionali”.
In tale scenario, secondo AllianzGI è confermato quindi anche per quest’anno il trend rialzista del mercato azionario europeo, così come vi sono ancora ampi margini di crescita per l’equity dei mercati emergenti. Tuttavia, “raccomandiamo diversificazione settoriale, al di là del settore tecnologico, e segnaliamo la nostra preferenza per l’industria estrattiva”, afferma Corsello, secondo il quale anche una posizione nelle materie prime non dovrebbe mancare nei portafogli degli investitori, con particolare riferimento ai metalli industriali.
Infine, Corsello segnala come quest’anno vi sia “il rischio di eventi di coda a maggior impatto rispetto al passato, ma la politica fiscale sta dando un forte sostegno e potrebbe evitare il verificarsi di tali rischi”.
Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, poi, Maxia ha evidenziato come “sicuramente uno dei possibili fattori di instabilità è rappresentato da quanto succederà alla Fed, visto che nei prossimi mesi avremo un nuovo Presidente che sarà molto più vicino all’attuale Amministrazione Trump. In Europa, invece, non dovrebbero esserci grandi novità da parte della BCE visto che, attualmente, l’inflazione appare sotto controllo e, nonostante tutti i possibili elementi di instabilità presenti, la crescita economica europea dovrebbe consolidarsi. I maggiori fattori di incertezza sono legati, nel complesso, a un possibile aumento dei deficit nelle economie occidentali e, quindi, dei debiti pubblici e ciò suggerisce, a livello governativo, di preferire una duration media nel posizionamento sul mercato. Inoltre, la parola chiave nell’obbligazionario resta l’income e, almeno nella prima parte dell’anno, ciò che un investitore può aspettarsi dall’investimento obbligazionario sarà pari al rendimento cedolare. La nostra preferenza va alle obbligazioni societarie europee investment grade, e in parte high yield, e ai titoli dei mercati emergenti”, ha sottolineato Maxia.