La fine del 2025 ha visto un contesto di mercato apparentemente più stabile, seppur caratterizzato da significative dispersioni di valutazione. A evidenziarlo sono gli esperti di Crédit Mutuel AM, che spiegano: “Dopo le fasi di volatilità osservate all’inizio dello scorso anno, in particolare ad aprile a seguito delle misure tariffarie e commerciali, i mercati hanno progressivamente prezzato uno scenario di rallentamento economico controllato e di continua disinflazione. Tale dinamica ha determinato un relativo allentamento dei mercati dei tassi di interesse, punteggiato da alcune tensioni temporanee, nonché una graduale normalizzazione delle condizioni di credito nel corso dell’ultimo trimestre. Le politiche monetarie sono rimaste sostanzialmente invariate, nonostante i primi tagli dei tassi attuati o previsti in alcune aree. Questo contesto continua a sostenere spread creditizi interessanti, rafforzando al contempo la necessità di una maggiore selettività tra gli emittenti. La persistente dispersione tra settori, strutture di capitale e profili di liquidità offre quindi un terreno fertile per strategie di arbitraggio e relative value”.
Nel dettaglio, secondo gli esperti di Crédit Mutuel AM, “nel 2026, sebbene il contesto macroeconomico stia diventando più chiaro, rimane fragile ed esposto a shock esogeni e geopolitici, richiedendo una gestione flessibile e reattiva, volta a sfruttare le inefficienze di mercato. L’abbondanza di emissioni sul mercato primario all’inizio dell’anno, in particolare nelle asset class del credito (IG, HY, convertibili, cartolarizzazioni), favorisce una selezione attiva”.
Per Crédit Mutuel AM, “la volatilità tematica, settoriale e strutturale è fonte di opportunità per le nostre strategie”.
La società aggiunge poi come si osservi “un forte interesse per le operazioni di M&A, alimentato dalle esigenze di diversificazione e crescita delle aziende” e tra i segnali da osservare con particolare attenzione cita "le variazioni idiosincratiche sugli spread e sulle curve dei rendimenti, che richiedono continui adeguamenti di posizionamento. Inoltre, potrebbero verificarsi pressioni occasionali sulla liquidità, che possono limitare la flessibilità. Infine, pur senza mettere in discussione i fondamentali delle posizioni, vanno monitorate le fluttuazioni di valutazione a breve termine (mark to market)”.
Crédit Mutuel AM sottolinea inoltre che “il 2026 si apre in un contesto in cui la visibilità sul ritmo e sull’entità dell’allentamento monetario rimane ridotta. Le continue pressioni inflattive negli Stati Uniti, la normalizzazione graduale in Giappone e il ritiro di alcuni investitori istituzionali a lungo termine, in particolare i Fondi pensione olandesi, generano squilibri duraturi sulle curve dei rendimenti dei titoli sovrani e corporate. Traiamo il massimo da questo contesto attraverso le noste strategie di arbitraggio sulla curva dei rendimenti e sul credito”, precisano gli esperti, che poi concludono: “In aggiunta, l’attività di M&A ha già iniziato ad accelerare, sostenuta da adeguamenti normativi, dal ritorno delle operazioni cross-border e dal contributo del private equity alla creazione di valore. Rafforziamo inoltre la nostra esposizione ai bond convertibili, il cui slancio strutturale rimane solido, sostenuto dall’aumento delle emissioni e da strutture meglio calibrate. I divari di volatilità implicita costituiscono una leva centrale di performance, al centro della nostra gestione attiva, selettiva e orientata al rendimento assoluto”.