“Dal ruolo crescente del private credit nella finanza d’impresa all’accelerazione delle infrastrutture digitali e green, l’ultimo anno ha confermato l’importanza strategica degli asset privati nei portafogli moderni”, afferma Lulu Wang, Portfolio Strategist, Private Market Solutions di Aberdeen Investments, secondo la quale “il contesto macroeconomico è in trasformazione: la crescita globale rallenta ma resta solida, le pressioni inflazionistiche si attenuano e le Banche Centrali si avvicinano alla fine dei cicli di restrizione monetaria, con alcune già orientate verso politiche più accomodanti. Questo quadro sta migliorando le condizioni di finanziamento, sostenendo deal making e valutazioni nei mercati privati”.
In questo scenario, la più recente Private Markets House View della società di gestione delinea una prospettiva moderatamente ottimista per le quattro principali asset class (private equity, private credit, infrastrutture e immobiliare) ciascuna caratterizzata da opportunità specifiche, influenzate da trend strutturali e dinamiche regionali.
Private equity: rimbalzo e riallineamento
Secondo Wang, “il private equity ha registrato una decisa ripresa, con un ritorno di slancio nelle operazioni grazie al miglioramento della fiducia, a una maggiore disponibilità di credito e a un più efficace allineamento tra acquirenti e venditori. Le valutazioni, indebolite nella fase di rallentamento, sono risalite, sostenute da condizioni finanziarie più favorevoli e da una crescente attenzione alla qualità degli asset. L’investimento tematico resta centrale. Tecnologia e sanità continuano ad attrarre capitali, trainate da innovazione e cambiamenti demografici, con particolare interesse per le aziende che adottano digitalizzazione, automazione e intelligenza artificiale. I settori più ciclici vengono invece approcciati con maggiore cautela, a favore di modelli resilienti e con potenziale di crescita di lungo periodo. Nel complesso, il private equity è ben posizionato per continuare a essere un motore chiave dei rendimenti di portafoglio, pur in presenza di rischi macroeconomici”, evidenzia l’esperta.
Private credit: colmare il gap del credito
“Il private credit ha rafforzato il proprio ruolo come fonte alternativa di finanziamento, soprattutto a fronte di una minore propensione al credito da parte delle banche tradizionali”, sottolinea Wang, che prosegue: “Nonostante in alcune aree l’attività sia rimasta più contenuta per effetto della volatilità e dell’incertezza normativa, la domanda resta solida, sostenuta dal potenziale di generazione di reddito. In Europa, il direct lending si è mostrato particolarmente dinamico, favorito dalla disintermediazione bancaria e dalla domanda di soluzioni flessibili, soprattutto nel segmento mid market, dove pricing e condizioni rimangono interessanti. La qualità del credito si è mantenuta robusta grazie a strutture più conservative. Con la stabilizzazione dei tassi, l’attrattiva degli strumenti a tasso variabile e i rendimenti potenzialmente più elevati continuano ad attirare capitali, sia nel lending tradizionale sia in strategie più opportunistiche”.
Infrastrutture: investire nel futuro
Wang spiega poi che gli investimenti infrastrutturali stanno vivendo una fase di forte espansione, trainata dalla digitalizzazione e dalla transizione energetica. “L’interesse è elevato soprattutto per energie rinnovabili e infrastrutture digitali, sostenute da politiche di lungo periodo e da una domanda crescente di soluzioni sostenibili e connesse”, precisa Wang, che aggiunge: “Gli investitori ampliano l’esposizione oltre gli asset core tradizionali, privilegiando strategie core plus che combinano stabilità e potenziale di crescita. La pipeline di progetti resta solida, grazie all’impegno congiunto del settore pubblico e privato. In un contesto di accelerazione della transizione energetica e di crescente centralità della connettività digitale, le infrastrutture continueranno a rappresentare un pilastro dei mercati privati”.
Immobiliare: un mercato in transizione
“Il real estate privato mostra segnali di stabilizzazione dopo la fase di aggiustamento, con l’allentamento monetario che inizia a sostenere le valutazioni. Tuttavia, le performance rimangono eterogenee, con forti differenze tra aree geografiche e segmenti”, sottolinea l’esperta. “Si accentua la polarizzazione all’interno dell’asset class: gli investitori privilegiano asset di elevata qualità e future-fit. Logistica e residenziale risultano favoriti da una domanda strutturale e da un’offerta limitata, mentre uffici tradizionali e retail continuano a incontrare difficoltà, penalizzati dall’evoluzione dei modelli di lavoro e dei comportamenti di consumo. Cresce inoltre l’interesse per strategie value-add e per immobili con solide credenziali di sostenibilità, adattabilità e forte domanda locativa”.
Considerazioni finali
Guardando al 2026, i mercati privati presentano un profilo particolarmente interessante. Secondo Wang, “ogni asset class offre opportunità specifiche, sostenute da cambiamenti strutturali e dall’evoluzione delle esigenze degli investitori. In un contesto macroeconomico in miglioramento, selettività e disciplina restano fondamentali, ma i mercati privati continueranno a svolgere un ruolo centrale nella diversificazione e nella resilienza dei portafogli. Diventati ormai una componente essenziale dell’asset allocation, gli asset privati consentono, attraverso innovazione, sostenibilità e una visione di lungo periodo, di affrontare l’incertezza e cogliere le opportunità del 2026 e oltre”, conclude Wang.