INTELLIGENZA ARTIFICIALE: INVESTIRE CON MODERATO SCETTICISMO Le osservazioni di Giordano Lombardo, Founder, CEO e Co-CIO di Plenisfer
06/02/2026 Redazione MondoAlternative
Il tema dell’Intelligenza Artificiale ha dominato i mercati fin dal lancio di Chat GPT verso la fine del 2022. Giordano Lombardo, Founder, CEO e Co-CIO di Plenisfer Investments Sgr, ricorda che da novembre 2022 la Borsa americana ha visto una crescita di 30 trilioni di dollari nella capitalizzazione di mercato, la più veloce e più grande creazione di ricchezza nella storia. 
"Negli ultimi tre anni il mercato azionario ha premiato generosamente gli annunci di investimenti legati all’IA. Nei mesi finali del 2025 però la fase di maggiore eccitazione si è attenuata, e sono emersi dubbi circa i futuri ritorni di tali giganteschi piani di spesa.  Il dibattito sul tema è tuttavia tuttora in corso. Riteniamo che quella attuale sia ancora la fase iniziale della formazione di una “bolla” che potrebbe proseguire per qualche tempo. Le preoccupazioni maggiori riguardanti la spesa in conto capitale (Capex) in AI sono tre: la sua dimensione assoluta; l’uso della leva per finanziarla; il finanziamento di natura circolare. Su tutti e tre questi punti ci sono forti argomenti pro e contro", scrive Lombardo.
Per Lombardo, a chi fa notare che la dimensione assoluta della spesa preannunciata non ha precedenti storici, si risponde che essa riflette meramente un aumento strutturale della quota degli investimenti in tecnologia rispetto al totale degli investimenti, un trend già in essere prima dell’avvento di questo ciclo: "A chi si preoccupa del crescente uso del debito per finanziare la spesa in AI (vedi il caso Oracle), si fa notare che il totale delle emissioni di nuovo debito annunciate è ancora modesto rispetto agli stock di debito corporate esistenti. Inoltre, per la maggior parte degli hyperscaler la spesa in conto capitale rimane al di sotto dei normali flussi di cash flow operativi. Infine, all’accusa di “finanziamento circolare” tra molte società legate all’AI (per esempio, Nvidia che investe in OpenAI, uno dei suoi maggiori clienti, mentre OpenAI investe in AMD, uno dei concorrenti di Nvidia) si risponde che non si tratta solo di un gioco di specchi. Questi investimenti sono un mix di vendor financing e integrazione verticale, giustificata dal punto di vista industriale dalla necessità di raggiungere la supremazia tecnologica (the winner takes all)".
Infine, il Founder, CEO e Co-CIO di Plenisfer Investments Sgr menziona un’altra preoccupazione degli investitori, l’obsolescenza tecnologica accelerata dei chip usati per l’AI, "che non verrebbe adeguatamente contabilizzata dagli operatori. Se il periodo di ammortamento usato è più lungo di quello effettivo, infatti, i profitti legati all’AI risultano gonfiati artificialmente. La risposta a questa obiezione è che d’ora in poi la crescita dei chip sarà sostenuta soprattutto dalla domanda per inferenza e non dalla domanda per il training del modello. Per l’inferenza non è essenziale avere l’ultimo modello più sofisticato di chip. Inoltre, un ciclo di prodotto più veloce implicherebbe anche raggiungere guadagni in termini di produttività più rapidamente".
"Dal momento che non è possibile a nostro avviso concludere in modo definitivo se siamo in presenza di una bolla, pensiamo che uno scetticismo moderato, come quello proposto da Howard Marks in una nota dello scorso dicembre (“Is it a bubble?”) sia l’atteggiamento più giusto: “Since no one can say definitely whether this is a bubble, I’d advise that no one should go all-in without acknowledging that they face the risk of ruin if things go badly. But by the same token, no one should stay all-out and risk missing out on one of the great technological steps forward". L’approccio che abbiamo adottato nei nostri portafogli è un approccio selettivo, che punta sugli “enablers”, sui beneficiari indiretti dell’investimento in AI (i fornitori di “pale e picconi”), e sulla forte domanda di energia che ne scaturisce: titoli energetici e fornitori di infrastrutture per la trasmissione", conclude Lombardo.
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