MERCATO DELL’ARTE: I TREND DA MONITORARE NEL CORSO DEL 2026 Secondo Arnaud Dubois, Co founder e Chief investment officer di Matis
12/02/2026 Redazione MondoAlternative

Quali sono i trend che domineranno il mercato dell’arte nel 2026? “Innanzitutto, sembra in arrivo un cambiamento di orientamento, con una rifocalizzazione sulla fascia media e sugli artisti affermati o a metà carriera”, risponde Arnaud Dubois, Co founder e Chief Investment Officer di Matis, che spiega: “Il 2025 è stato un anno in due tempi per il mercato dell’arte, con un primo semestre altalenante e un secondo semestre all’insegna della ripresa. Nella prima metà dell’anno abbiamo assistito a un prolungamento della fase di riassestamento del mercato iniziata nel 2022, un anno record per questo segmento. A New York, le vendite di maggio da Sotheby's e Christie's sono diminuite di circa il 21% rispetto al 2024 per l'arte moderna e contemporanea, anche se i tassi di vendita sono rimasti elevati (90% di lotti venduti in media). Il secondo semestre del 2025, invece, ha beneficiato di un vero e proprio ritorno di fiducia. Frieze London (90 mila visitatori) e Art Basel Paris (73 mila visitatori) hanno ridato slancio al mercato. A Parigi, la fiera ha registrato vendite notevoli, in particolare per Abstraktes Bild (1987) di Gerhard Richter, venduto per circa 23 milioni di dollari. Questo dinamismo è proseguito a New York a novembre, dove le case d'asta hanno proposto vendite di collezioni eccezionali. Sotheby's ha superato il miliardo di dollari per le vendite complessive della stagione, seguita da Christie's che ha realizzato quasi 970 milioni di dollari di vendite. Anche in questo caso, la coerenza dell'offerta e la sua concentrazione sugli artisti iconici del XX secolo hanno giocato un ruolo determinante: il 94% dei lotti ha trovato acquirente in media nelle due case d'asta”, sottolinea Dubois.

In generale, secondo l’esperto, “nel 2025, le transazioni sono state giudicate “promettenti”, con un buon livello di attività sulle opere contemporanee recenti e un ritmo di vendita sostenuto. La fascia top end ha invece visto un trend meno espansivo rispetto al periodo 2021/2022. Per le opere sopra i 10 milioni di dollari, l'interesse rimane selettivo; a livello di mercato, le vendite “di fascia molto alta” hanno subito un forte calo nel 2024, e ciò ha continuato a influenzare la stagione autunnale 2025”.

Per Dubois, “in un contesto economico in evoluzione, l'arte continua ad attrarre investitori e collezionisti per la sua dimensione tangibile e internazionale e per la sua capacità di preservare il valore del capitale, anche in fasi di tensione dei mercati. Secondo il rapporto Deloitte Art & Finance 2025, l'arte e gli oggetti da collezione rappresentavano 2.174 miliardi di dollari di patrimonio detenuto da privati nel 2022, poi 2.564 miliardi di dollari nel 2024, con un aumento del 18% in due anni”.

In sintesi, Dubois spiega che se vogliamo capire cosa privilegiare, le opere del XX secolo rimangono il segmento più dinamico. “Il rapporto Art Basel & UBS 2025 mostra che nel 2024 rappresentavano il 52% del valore delle vendite all'asta mondiali. Tra queste, il valore è particolarmente concentrato sulle opere di artisti iconici, presenti nei grandi musei, regolarmente vendute all'asta e ricercate dai collezionisti. Infatti, le opere valutate oltre 250 mila dollari hanno rappresentato l'1% dei lotti venduti all'asta nel 2024, ma hanno concentrato il 67% del valore delle vendite”, afferma l’esperto di Matis.


Alcuni trend da monitorare

Dubois inidica poi tre tendenze da tenere d’occhio nel corso di quest’anno. “In primo luogo, sul mercato di fascia alta, per quanto riguarda le opere di valore superiore ai 10 milioni di dollari, che registrano un calo significativo: l'interesse dei collezionisti ultra ricchi rimane, ma le transazioni si concentrano ora su pezzi di qualità museale e di provenienza impeccabile. Per quanto riguarda i pezzi il cui valore è compreso tra 500 mila e 5 milioni di dollari: questo segmento di artisti affermati rimane solido e attraente. Presenta caratteristiche di maggiore stabilità del mercato. Queste opere, che spesso hanno una buona storia di esposizioni e collezioni, combinano un potenziale di rivalutazione e una liquidità sostenuta. Beneficiano di un rinnovato interesse da parte dei collezionisti privati e istituzionali, che cercano di riposizionarsi su attività tangibili a rischio moderato. Infine, i “red chips” sono in fase di rallentamento: dopo diverse stagioni di forte crescita, gli artisti ultra contemporanei stanno subendo un marcato effetto di correzione. I prezzi e la liquidità sono in calo e i collezionisti si mostrano più cauti di fronte a un segmento considerato instabile e spesso scollegato dalla qualità intrinseca delle opere”, conclude Dubois.

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