F2i Sgr, principale gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali, ha annunciato "con piena soddisfazione" il primo closing di F2i Infrastructure Credit Fund II (ICF2), il suo secondo fondo di credito, che ha un target di raccolta pari a 750 milioni di euro.
Il primo closing di ICF2 è risultato pari a 460 milioni di euro (62% del target di raccolta) ed è stato sottoscritto da 23 istituzioni finanziarie nazionali ed estere, tra le quali Compagnie assicurative, banche, Casse di previdenza, Fondi pensione, Fondazioni bancarie e Family office. Il 70% degli investitori era già sottoscrittore del fondo inaugurale Infrastructure Debt Fund 1 (IDF1), "a conferma del gradimento della strategia di credito di F2i e dei risultati già conseguiti", scrive F2i Sgr in una nota, aggiungendo che la strategia di ICF2 rappresenta infatti l’evoluzione di quella adottata da IDF1,
che ha raggiunto nel 2024 il target di raccolta di 500 milioni di euro, già interamente investiti in 15 operazioni nei principali Paesi europei.
ICF2 continuerà a focalizzarsi su strumenti di debito senior e senior holdco, in Italia e in Europa. I settori target elencati da F2i Sgr includono transizione energetica, infrastrutture digitali, infrastrutture sociali, ambiente e mobilità sostenibile: "Sotto il profilo ESG, il fondo si qualifica come Articolo 8 ai sensi del regolamento SFDR, con una quota di investimenti allineata alla Tassonomia UE. Il nuovo fondo sta per avviare i primi investimenti con un imminente closing delle sue prime due operazioni, parte di una pipeline più ampia di opportunità".
“Con l’ampliamento della propria piattaforma di credito infrastrutturale, F2i offre agli investitori nuove possibilità per partecipare alla creazione di valore nell’economia reale attraverso una asset class sempre più richiesta”, ha dichiarato Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i Sgr, proseguendo: “Nei prossimi 15 anni in Europa saranno necessari investimenti in infrastrutture per oltre 10 mila miliardi di euro, con conseguente necessità di sostegno da parte di capitali privati a integrazione delle fonti di finanza pubblica. I fondi infrastrutturali potranno contribuire in maniera significativa allo sviluppo dei servizi essenziali alla crescita economica e al benessere individuale”.