Le ostilità tra Iran e Stati Uniti proseguono con la posa di mine e l’attacco al centro petrolifero iraniano di Kharg. Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solutions di Zkb/Swisscanto, ricorda a tal proposito che l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha annunciato il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio, una quantità che corrisponde all’incirca al volume necessario per un blocco di 20 giorni. Sul mercato petrolifero, con prezzi intorno ai 100 dollari al barile, prevalgono i timori, che stanno orientando le aspettative di Swisscanto verso uno scenario di rischio di una carenza persistente.
"Ciò sta ora influenzando le aspettative di inflazione (negli Stati Uniti dal 2,2% al 4,7% in un anno). Di conseguenza, i tagli dei tassi previsti dalla Fed statunitense sono stati scontati dai mercati, che ora si aspettano addirittura un aumento dei tassi in Europa. Allo stesso tempo, i fattori fondamentali che determinano l’inflazione negli Stati Uniti, come la crescita dei salari e gli affitti, sono in calo. Già questa settimana, quando saranno annunciate le decisioni sui tassi d’interesse di molte Banche Centrali, sono attese valutazioni più caute", prosegue Ruegg.
L'Head of Multi-Asset Solutions di Zkb/Swisscanto osserva inoltre che la correzione dei titoli azionari svizzeri è stata particolarmente marcata nel confronto globale: "Oltre all’euro debole, hanno giocato un ruolo importante anche i deludenti risultati degli studi di Roche (-15%). Indipendentemente dalla guerra con l'Iran, anche il flusso di notizie sul credito privato si è deteriorato. Ciò pesa sempre più sui mercati del credito liquido: nel settore assicurativo statunitense, il premio rispetto ai titoli di Stato è salito da 83 a 109 punti base, inasprendo le condizioni finanziarie negli Stati Uniti. Nel complesso, tuttavia, il contesto economico rimane sufficientemente solido, grazie al moderato indebitamento delle imprese e delle famiglie, per far fronte a questi sviluppi".
Di conseguenza, Swisscanto sta aumentando l'esposizione sui titoli azionari svizzeri. "La correzione del 9% registrata finora è marcata sia nel confronto globale sia su quello storico. Le società cicliche nei settori delle costruzioni, dei beni di consumo e delle assicurazioni sono state sottoposte a una pressione particolare. La valutazione si attesta ora a circa 17 volte gli utili previsti per il 2027. Due dei tre titoli di maggior peso dell’indice si stanno dimostrando robusti dal punto di vista difensivo e il livello di circa 17.400 punti dello SPI dovrebbe fornire un importante supporto", continua infatti Ruegg, che aggiunge inoltre che Swisscanto, per contro, sta riducendo la propria quota di azioni statunitensi: "Il mercato statunitense è stato finora relativamente poco colpito, con un calo di circa il -3,5% a marzo, ma potrebbe trovarsi sempre più sotto pressione alla luce dei dati economici più deboli (in particolare sul mercato del lavoro e per i pagamenti con carta di credito) e delle condizioni finanziarie più restrittive. Allo stesso tempo, ciò riduce la nostra esposizione al dollaro Usa, dopo che il dollaro ha guadagnato circa il 4% rispetto al franco svizzero dal suo minimo di fine gennaio. Il posizionamento degli investitori è passato da chiaramente short a long; se la situazione si allenterà, la tendenza al deprezzamento del dollaro nel lungo termine dovrebbe continuare. Manteniamo il nostro scenario generale fondamentalmente costruttivo (una ripresa entro 3/4 settimane) anche se le turbolenze in Medio Oriente dovessero protrarsi più a lungo di quanto inizialmente previsto".