MERCATI EMERGENTI: IL CESSATE IL FUOCO IN IRAN PORTA SOLLIEVO Il punto di Anthony Kettle, Senior Portfolio Manager di RBC BlueBay
09/04/2026 Redazione MondoAlternative

Il cessate il fuoco condizionato di due settimane tra Stati Uniti e Iran è un segnale positivo, una sorta di ‘interruttore di emergenza’, che dovrebbe contribuire a stabilizzare il sentiment nel breve periodo”, afferma Anthony Kettle, Senior Portfolio Manager di RBC BlueBay. “Il mese di marzo ha dimostrato quanto rapidamente gli shock geopolitici si trasmettano ai mercati emergenti: il petrolio è salito oltre i 117 dollari al barile, innescando timori inflazionistici e volatilità valutaria nelle economie importatrici di energia”.

Nel breve termine, Kettle spiega di vedere un sollievo tattico: “Prezzi del petrolio più bassi alleviano le pressioni inflazionistiche nelle economie asiatiche più vulnerabili e migliorano le dinamiche fiscali degli importatori. Tuttavia, restiamo cauti nel fare scommesse strutturali finché non ci sarà maggiore chiarezza sulla durata di questo accordo e sulla possibilità che porti a una più ampia deescalation. Va inoltre considerato che alcune grandi economie esportatrici di energia hanno subito danni significativi alle infrastrutture e, anche se il cessate il fuoco dovesse reggere, ci vorrà tempo prima che le esportazioni energetiche tornino a livelli normali: l’impatto su crescita e inflazione resta quindi difficile da valutare. Per ora, ciò che cambia è che viene eliminato il rischio di eventi estremamente positivi (right tail risk) per il mercato del petrolio, e abbiamo visto a marzo che le dinamiche del petrolio sono state il principale driver della performance degli emergenti. I mercati continueranno a monitorare attentamente i volumi che transitano nello Stretto, perché eventuali nuove interruzioni invertirebbero rapidamente il sentiment positivo”, sottolinea l’esperto.


Le principali opportunità

Le nostre principali convinzioni si concentrano sull’America Latina, in particolare su quei Paesi che beneficiano di una maggiore indipendenza energetica”, afferma Kettle, che prosegue: “Argentina, Colombia e Brasile risultano interessanti, anche perché nei secondi due sono in arrivo elezioni che potrebbero generare movimenti significativi in entrambe le direzioni. In generale, ci aspettiamo che i prezzi dell’energia siano mediamente più alti quest’anno rispetto a quanto previsto inizialmente, quindi continuiamo a privilegiare emittenti sovrani e corporate che beneficiano o sono più resilienti a prezzi energetici elevati. Se il cessate il fuoco dovesse reggere, si potrebbe sostenere che la parte breve delle curve dei tassi, inclusa quella dell’Europa centro orientale, offra valore interessante, anche se resterà volatile. Sul fronte valutario, se i mercati si stabilizzano, è probabile che la debolezza del dollaro torni a emergere, anche perché il posizionamento è ora più pulito”.

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