OBBLIGAZIONI INVESTMENT GRADE: SPREAD EQUI MA RENDIMENTI ELEVATI Le principali evidenze contenute nel Bond Bulletin di J.P Morgan AM
24/04/2026 Redazione MondoAlternative
Dopo un periodo di forte volatilità, gli spread delle obbligazioni investment grade sono tornati ai livelli di inizio anno, sebbene i rendimenti complessivi continuino a essere alti offrendo agli investitori un punto di ingresso interessante. Il Bond Bulletin settimanale del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management ha esaminato l’attuale finestra di opportunità per incrementare l’esposizione al credito investment grade, segnalando anche i settori e i punti della curva dei rendimenti più interessanti.

Fondamentali
Per J.P. Morgan AM, il quadro fondamentale continua a essere solido: per l’universo del credito investment grade statunitense, la crescita degli utili degli ultimi dodici mesi, calcolata su base annua, dovrebbe attestarsi attorno al 5/6% circa. "I megatrend in ambito tecnologico, il predominio dei prodotti energetici statunitensi a livello mondiale e i maggiori investimenti nella difesa contribuiscono a prevedere un rafforzamento degli utili prospettici. Persino i settori in ritardo, come quello automobilistico, iniziano a stabilizzarsi. La stagione degli utili è appena iniziata e i primi risultati trimestrali sono giunti per lo più dai titoli bancari di alta qualità. Al 15 aprile 2026, quattro dei sei principali istituti di credito statunitensi avevano registrato utili solidi, con una crescita positiva di prestiti e attivi di buona qualità", segnala il Bond Bulletin. 
Il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan AM mette inoltre in luce come le informative sulle posizioni nel private credit siano migliorate e segnalino che il rischio effettivo è più contenuto di quanto precedentemente ipotizzato e che, a mano a mano che migliora la certezza normativa, le banche investono in aziende redditizie, ad alta intensità di capitale: "La volatilità ha giocato a favore del settore dell’investment banking e la prospettiva di “tassi più alti più a lungo” sostiene il margine di interesse netto delle banche. La volatilità dei prezzi dell’energia è stata protagonista assoluta delle notizie di mercato, ma le variazioni più significative sono state registrate sul mercato fisico. Il mercato dei futures sconta aspettative di graduale normalizzazione, nella convinzione che difficilmente i prezzi del petrolio rimarranno elevati a lungo. I segmenti del credito investment grade sono, nella maggioranza dei casi, coperti dagli aumenti dei prezzi dell’energia e prima che scoppiasse il conflitto i bilanci aziendali erano estremamente solidi, con margini operativi medi di settore vicini ai massimi storici del 15%. Siamo convinti che i prezzi del petrolio non rimarranno alti abbastanza a lungo da mettere in pericolo i fondamentali del credito investment grade e che la crescita degli utili e dei ricavi rimarrà in territorio positivo".

Valutazioni quantitative
J.P. Morgan AM ricorda poi che, durante la recente fase di volatilità, gli spread del credito investment grade statunitense si sono ampliati fino a 93 punti base (pb), per poi tornare quasi ai livelli di inizio anno intorno ai 70 punti pb. "Tuttavia, da un’analisi più approfondita della curva si evince che sulle scadenze più brevi gli spread continuano a essere più alti. Questo andamento nella parte iniziale della curva è stato determinato da fattori tecnici, in quanto gli investitori hanno venduto le posizioni a breve termine per investire in nuove emissioni. Vediamo opportunità per aumentare nuovamente l’esposizione verso le banche sul segmento a breve termine, dove rendimenti più elevati e fondamentali solidi dovrebbero favorire un ulteriore restringimento degli spread. Va inoltre sottolineato che nonostante la riduzione degli spread, i rendimenti complessivi delle obbligazioni investment grade rimangono elevati rispetto ai livelli registrati prima del conflitto, offrendo punti d’ingresso interessanti per gli investitori", si legge nel Bond Bulletin.

Fattori tecnici
Proseguendo, l'opinione di J.P. Morgan AM è che il quadro tecnico delle obbligazioni investment grade sia rimasto estremamente solido dallo scoppio del conflitto in Iran, con segnali di ulteriore miglioramento. "L’offerta degli intermediari è cresciuta rispetto al mese scorso: le recenti vendite hanno coinvolto prevalentemente le obbligazioni di fascia A, con un’inversione di tendenza rispetto alla settimana precedente caratterizzata da acquisti di obbligazioni con rating A e vendite di obbligazioni con rating BBB. La volatilità dei tassi d’interesse si sta attenuando e questo dovrebbe spingere gli investitori attendisti a rientrare sul mercato", rimarca ancora il Bond Bulletin, aggiungendo: "Sul versante della domanda, le sottoscrizioni di obbligazioni investment grade sono tornate in territorio leggermente positivo e, dopo diverse settimane di deflussi, i fondi high yield hanno registrato un afflusso di capitali, a conferma di una rinnovata propensione al rischio. Gli intermediari mantengono posizioni corte sul rischio, sebbene il loro posizionamento sia meno estremo rispetto alle scorse settimane. Sul versante dell’offerta, ad aprile le nuove emissioni di credito investment grade statunitense hanno raggiunto i più alti tassi medi di sottoscrizione in eccesso da luglio 2025, con richieste in media 4,6 volte superiori alle disponibilità. Questi alti livelli di sottoscrizione colpiscono soprattutto se si considera che da inizio anno l’offerta totale sfiora i 695 miliardi di Dollari, ossia oltre il 21% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Solo il 14 aprile sono state registrate nove operazioni e 28 tranche per un valore di 25 miliardi di dollari, che hanno portato il totale da inizio mese a circa 37 miliardi di dollari (dati al 14 aprile 2026). In particolare, gli sconti sulle nuove emissioni si sono ridotti notevolmente, passando dai 5,5 pb di marzo a circa 3 pb, segno che gli acquirenti trovano le valutazioni congrue e che la domanda è abbastanza forte da consentire agli emittenti di adottare una politica dei prezzi più aggressiva. Nel complesso, questi dati indicano che il mercato sta assorbendo bene l’offerta, che ci sono ampie riserve liquide pronte per essere investite e che i flussi di capitale potrebbero aumentare con l’attenuarsi della volatilità".

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?
Il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan conclude la propria analisi osservando che gli spread dei titoli investment grade sono scesi a livelli simili a quelli di inizio anno, ma i rendimenti complessivi sono ora sensibilmente più elevati. "La combinazione di fondamentali solidi e di un quadro tecnico in via di miglioramento sono una buona occasione per aumentare l’esposizione al credito investment grade. Stiamo puntando su opportunità di carry trade, soprattutto sul segmento a breve termine della curva. Pur non sottovalutando la volatilità e il rischio di ribassi, riteniamo che il mercato investment grade statunitense si distingua per la sua resilienza e le opportunità che offre. Inoltre, ci aspettiamo che gli spread rimangano stabili man mano che i flussi di investimenti riprendono e che il momentum degli utili si rafforza", conclude il Bond Bulletin.
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