“In un contesto come quello attuale è inevitabile parlare dello stress che sta subendo il mercato del credito e in generale della grande incertezza dei mercati”, afferma Jerry Cudzil, Generalist Portfolio Manager del Fixed Income group di TCW, che prosegue: “A nostro avviso, ci sono tre fattori principali che stanno guidando la volatilità nei mercati del credito privato. Il primo è rappresentato dai casi di frode e dalle perdite associate: alla fine dello scorso anno abbiamo assistito ad alcuni episodi di frode molto rilevanti, che hanno inevitabilmente minato la fiducia degli investitori. Il secondo fattore è l’impatto dell’intelligenza artificiale. Il credito privato ha un’esposizione significativa al settore tecnologico e software, e con l’aumento dell’adozione dell’IA sono proprio queste aziende a essere maggiormente colpite. Di conseguenza, abbiamo osservato un deterioramento più marcato dei fondamentali in una parte importante del mercato. Infine, c’è un cambiamento per quanto riguarda la base degli investitori nei mercati del credito privato. Nel complesso, quindi, frodi, IA e cambiamenti nella composizione degli investitori sono i principali driver della volatilità recente nel credito privato”.
Guardando avanti, Cudzil evidenzia che il proprio scenario base è che gli Stati Uniti riescano a evitare una recessione. “In questo contesto, ci aspettiamo un certo aumento dei default, ma anche una maggiore disponibilità di capitale. I nuovi finanziamenti, infatti, verranno concessi a condizioni più solide, con documentazione migliore, rendimenti più elevati e clausole più stringenti. Ci sarà quindi una sorta di passaggio di testimone: i capitali continueranno a essere disponibili, ma a tassi più alti e su soluzioni più solide”, sottolinea l’esperto, che aggiunge: “Esiste però anche uno scenario alternativo, non difficile da immaginare, in cui il credito privato rimane bloccato più a lungo e si osserva un deterioramento significativo dei fondamentali, dovuto sia all’impatto dell’IA sia a un possibile rallentamento economico. In questo caso potremmo assistere a un forte aumento dei default, a una chiusura dell’accesso al credito e a effetti di contagio verso i mercati pubblici. Se le perdite emergono in modo più evidente e si combinano con un indebolimento dell’economia e deflussi di capitale, la situazione potrebbe diventare complessa. Il rischio principale è proprio questa combinazione di economia debole, stress nel credito privato e trasmissione delle tensioni ai mercati pubblici”.
Cudzil ritiene comunque che questo scenario più negativo possa essere evitato, anche se resta un rischio da monitorare attentamente. “In termini di posizionamento, se gli Stati Uniti riusciranno effettivamente a evitare una recessione, il contesto dovrebbe rimanere favorevole. Al momento siamo sottopesati sul credito corporate e stiamo osservando il mercato in attesa di eventuali fasi di volatilità che possano creare opportunità, magari innescate da tensioni nel sistema bancario o in altri segmenti del mercato finanziario”.