I tempi stanno cambiando, o forse no. L'evidenza guida da sempre il progresso della civiltà e il metodo scientifico è il suo metodo di scoperta più affidabile. Lungo tutta la storia dell'umanità, l'evidenza ha costituito la base del progresso civile. In fisica, i quark e i leptoni sono attualmente conosciuti come le particelle elementari più piccole, che formano la base su cui sono costruite le particelle composte come i protoni; per analogia, un'unità di evidenza può essere definita il substrato informativo che consente un ragionamento in condizioni di incertezza. Rappresenta la più basilare osservazione verificabile utilizzata per valutare la validità di un'affermazione. Le unità di evidenza costituiscono i mattoni fondamentali da cui emergono sistemi complessi di conoscenza.
Storicamente, maggiore è stata la qualità di queste unità, più velocemente il progresso si è sviluppato. Un'evidenza più solida accelera la formazione, il perfezionamento e la diffusione della conoscenza; man mano che l'evidenza migliora, il pensiero basato sulle credenze, laiche o religiose che siano, perde gradualmente dominanza in favore di una comprensione della realtà osservabile fondata su basi empiriche.
Nel saggio Augmented Intelligence in Investment Management (Schuller, 2024), si sosteneva che l'integrazione dell'intelligenza artificiale nelle decisioni umane non sia un processo fine a se stesso e che, piuttosto, il suo scopo fosse quello di ampliare la base di evidenze su cui poggiano le decisioni. Rafforzare il ragionamento basato sull'evidenza è essenziale affinché i sistemi decisionali umani si evolvano in modi che facilitino una necessaria reintegrazione del genere umano nei tempi planetari. Tale orientamento riflette una visione del progresso fondamentalmente umanistica. Eppure, l'attuale pensiero comune ("Zeitgeist") sembra contraddire questo quadro.
Le macchine sono attualmente (probabilmente per natura) sovraccariche rispetto al compito di generare osservazioni epistemologiche basate sull'evidenza alla frontiera della conoscenza, proprio come gli esseri umani. Piuttosto che alleviare lo sforzo cognitivo umano, le macchine contribuiscono principalmente all'amplificazione, personalizzata e scalabile, delle dissonanze cognitive umane. Sebbene ciò possa migliorare la produttività nella fornitura di beni e servizi, non approfondisce necessariamente la nostra comprensione del mondo.
La ricerca della verità ontologica rimane quindi una responsabilità intrinsecamente umana.
A cura di Markus Schuller, Founder e Managing Partner di Panthera Solutions
L'articolo integrale, dal titolo The Timeless Pursuit of Evidence, è disponibile cliccando qui.