SFDR: IL PUNTO DI VISTA DEL FORUM PER LA FINANZA SOSTENIBILE L’Associazione accoglie con favore l’approccio per la revisione del Regolamento
18/05/2026 Redazione MondoAlternative

La Commissione europea sta lavorando alla revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), segnando un passaggio cruciale per il futuro della finanza sostenibile in Europa. Il Forum per la Finanza Sostenibile (FFS), che ha partecipato attivamente al processo di consultazione e al dibattito, ha pubblicato un posizionamento (discusso e condiviso con i propri Soci) sulla proposta della Commissione. L’obiettivo è stimolare il confronto e supportare le istituzioni. La proposta presenta infatti elementi innovativi che hanno il potenziale di rafforzare la credibilità del regolamento, ma rimangono alcuni temi aperti che richiedono particolare attenzione. La proposta di revisione si basa su due obiettivi principali: semplificazione del regolamento, e in particolare degli obblighi di disclosure; introduzione di un sistema europeo di categorizzazione dei prodotti finanziari ESG. 


Riduzione del perimetro di applicazione 

L’esclusione della gestione di portafogli dal perimetro SFDR va nella direzione della semplificazione, riconoscendo che si tratta di un servizio e non di un prodotto di investimento. Resta però cruciale garantire che i gestori possano continuare a offrire mandati coerenti con le preferenze di sostenibilità espresse dai clienti, basati su criteri oggettivi, verificabili e chiaramente riportati nei contratti. Una parte dell’industria propone di ottenere questo risultato con chiarimenti normativi: richiami espliciti in SFDR, precisazioni nell’attuazione di MiFID II e conferma che l’informativa contrattuale dei mandati non ricada nel nuovo art. 6a. Altrettanto valida sarebbe la possibilità, per gli intermediari, di adottare principi interni per la classificazione ESG delle linee di gestione. Altri operatori temono invece che l’esclusione crei incertezza sulla trasparenza dei mandati sostenibili e una disparità rispetto ai fondi. In questo quadro, un possibile meccanismo volontario di opt-in consentirebbe ai gestori di adempiere agli obblighi del SFDR, mantenendo livelli di trasparenza comparabili a quelli dei prodotti inclusi nel Regolamento.

 

Definizione di investimento sostenibile e DNSH 

La Commissione ha proposto l’eliminazione della definizione di investimento sostenibile (art. 2(17)) e del principio Do No Significant Harm (DNSH), sostituendoli con il concetto di “sustainability-related financial product” e con un regime minimo di esclusioni più stringenti. Nonostante le ambiguità interpretative, la definizione di investimento sostenibile ha rappresentato uno degli elementi più innovativi dell’SFDR, spingendo gli investitori ad adottare approcci più rigorosi: la sua rimozione rischia di indebolire le pratiche esistenti e di essere percepita come un arretramento rispetto agli obiettivi del quadro normativo. In alternativa alla definizione di investimento sostenibile, la nuova SFDR dovrebbe chiarire in modo preciso i criteri relativi al “contributo positivo” per le diverse categorie di prodotti”.  


Categorie di prodotti finanziari sostenibili 

Nella proposta vengono introdotte tre tipologie armonizzate di prodotti finanziari sostenibili. Nel complesso, il FFS accoglie con favore l’introduzione di queste categorie e dei criteri minimi, in particolare per quanto riguarda il concetto di safe harbour (le caratteristiche che garantiscono automaticamente il soddisfacimento dei requisiti richiesti da una categoria), le ulteriori esclusioni previste per le imprese coinvolte in attività di espansione dei combustibili fossili e per le imprese prive di piani di uscita dal carbone nell’ambito delle categorie “sostenibile” e “di transizione”, il regime previsto per gli strumenti use-of-proceeds, e l’intenzione di rivedere le soglie di allineamento alla Tassonomia.  

In merito ai titoli emessi dagli enti pubblici, l'assenza di una metodologia univoca non dovrebbe precludere il riconoscimento delle obbligazioni sovrane che non hanno una destinazione chiara dei proventi (c.d. general purpose) come potenzialmente in grado di contribuire alla transizione o alla sostenibilità, a valle dello sviluppo di linee guida comuni o di un approccio condiviso per identificare le obbligazioni sovrane che contribuiscono in modo significativo agli obiettivi di transizione o di sostenibilità. Ciò migliorerebbe la comparabilità e favorirebbe un'interpretazione coerente sul mercato. 


Disclosure 

La Commissione propone di eliminare gli obblighi di disclosure sui Principal Adverse Impacts (PAI) a livello di azienda e sulle politiche di remunerazione e coerenza con l’integrazione dei rischi di sostenibilità. Il FFS sottolinea il rischio che tali misure indeboliscano l’approccio integrato alla sostenibilità. Per quanto necessiti di semplificazioni (per esempio, la riduzione dei PAI), l’informativa a livello di azienda è infatti uno strumento chiave per fornire una visione completa e trasparente del percorso di sostenibilità di un’organizzazione e per dimostrarne l’impegno a favore della sostenibilità a tutti i livelli aziendali. Inoltre, rafforza la responsabilità dei partecipanti al mercato nel considerare gli impatti negativi delle decisioni di investimento.  


Comunicazioni di marketing 

La proposta punta, inoltre, a disciplinare le comunicazioni di marketing e l’uso di termini legati alla sostenibilità nei nomi dei fondi. Il FFS apprezza l’introduzione di queste nuove regole, che possono migliorare la trasparenza e ridurre il rischio di pratiche fuorvianti, ma sottolinea che l’insieme dei termini utilizzabili dovrebbe essere limitato in base alla specifica categoria di appartenenza del prodotto (per esempio, i termini riconducibili alla “sostenibilità” dovrebbero essere riservati esclusivamente ai prodotti della categoria “sostenibile”).  


"Il Forum per la Finanza Sostenibile ha partecipato attivamente al processo di consultazione e al dibattito pubblico su SFDR, supportando il percorso di revisione del regolamento con l'obiettivo di renderlo più chiaro, efficace e orientato a sostenere gli investimenti sostenibili. Nel complesso, con il posizionamento discusso e condiviso con i nostri Soci, accogliamo con favore l'approccio proposto dalla Commissione europea: l’introduzione delle categorie di investimento sostenibile, i nuovi criteri quantitativi, così come i nuovi criteri di esclusione chiari per le imprese coinvolte in nuove attività legate ai combustibili fossili e prive di piani di uscita dal carbone. Il principio del DNSH e gli indicatori PAI sono strumenti fondamentali per garantire un approccio integrato alla sostenibilità: ci auguriamo che il loro spirito possa essere mantenuto. L'impegno del Forum sulla riforma di SFDR continua, con l'obiettivo di portare in Europa la voce degli investitori sostenibili italiani", ha dichiarato il Presidente del Forum per la Finanza Sostenibile Massimo Giusti.

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