OPPORTUNITÀ SELETTIVE NEL MERCATO AZIONARIO EUROPEO La view di Niall Gallagher, Investment Manager del fondo Jupiter European Select
05/06/2026 In Primo Piano

Dopo oltre un decennio in cui i capitali si sono diretti in modo costante verso i mercati statunitensi, l’incertezza politica ha iniziato a suscitare preoccupazione tra gli investitori che sono sempre più a disagio con l’elevata concentrazione presente nei propri portafogli”, afferma Niall Gallagher, Investment Manager del fondo Jupiter European Select, che spiega: “Questo non significa che l’Europa sia l’unica beneficiaria di una possibile riallocazione dei flussi, né che la regione sia priva di sfide. Tuttavia, come abbiamo osservato nei primi due mesi dell’anno, un cambiamento di questo tipo potrebbe rappresentare un importante fattore a supporto per i mercati europei”.

Secondo Gallagher, “rispetto a molte altre aree geografiche, l’azionario europeo tratta su multipli più vicini alle proprie medie di lungo periodo e con uno sconto significativo rispetto agli Stati Uniti. La concentrazione del mercato europeo risulta inoltre sensibilmente inferiore e, allo stesso tempo, l’esposizione dei ricavi è sempre più globale. Quest’ultimo aspetto riduce la dipendenza da un unico scenario economico”.

Per l’esperto di Jupiter AM, poi, “il contesto geopolitico ha aggiunto elementi di complessità ma, in modo per certi versi inatteso, anche opportunità di carattere strutturale. L’evoluzione delle politiche statunitensi in ambiti quali commercio, difesa e più in generale l’architettura della cooperazione globale, ha spinto l’Europa a ripensare il proprio posizionamento strategico. Ciò si sta traducendo in un incremento della spesa per la difesa, in una maggiore attenzione alla sicurezza energetica e alla resilienza delle catene di approvvigionamento, oltre che in un orientamento fiscale più attivo, particolarmente evidente in Germania e a livello dell’Unione Europea. Non si tratta semplicemente di risposte di breve periodo a pressioni immediate ma delle prime fasi di un ciclo di investimenti strutturale destinato probabilmente a protrarsi per anni. L’elevata incertezza contribuisce inoltre a una volatilità di mercato più elevata. Per gli investitori focalizzati sulla qualità delle aziende più che sulle notizie di breve periodo, questi disallineamenti periodici possono anche generare opportunità”.

Gallagher sottolinea come le prospettive d’investimento sull’Europa richiedono una lettura articolata. “Tra gli elementi positivi, le valutazioni sono ragionevoli, gli investimenti strutturali nei settori della difesa, dell’elettrificazione e delle infrastrutture digitali stanno accelerando, mentre il settore bancario è più redditizio e meglio capitalizzato rispetto a qualsiasi altro momento successivo alla crisi finanziaria. Al tempo stesso restano i timori strutturali sulla crescita, in particolare nelle principali economie come Germania, Regno Unito e Francia; gli oneri normativi pesano sulla competitività di alcuni settori; inoltre i costi energetici continuano a essere superiori rispetto agli Stati Uniti, con implicazioni particolarmente rilevanti per i comparti industriali e per i Paesi caratterizzati da costi dell’elettricità più elevati. L’esposizione globale dei ricavi, pur rappresentando generalmente un vantaggio, crea anche rischi di trasmissione derivanti da un eventuale rallentamento in Cina o negli Stati Uniti”, afferma Gallagher, che aggiunge: “Detto ciò, molte di queste criticità sono ben comprese e probabilmente incorporate nei prezzi di mercato. Va inoltre sottolineato come la Commissione Europea sembri sempre più propensa a intervenire a sostegno della propria base manifatturiera”.

Per Gallagher, poi, la dispersione settoriale è significativa e in aumento. “Riteniamo che i titoli finanziari, in particolare le banche, continuino a rappresentare un’opportunità interessante. L’elettrificazione e le infrastrutture energetiche rappresentano inoltre un tema di investimento pluridecennale, trainato dalla decarbonizzazione e dall’aumento della domanda di elettricità, alla quale contribuiscono sempre più anche i data center legati all’intelligenza artificiale. L’Europa occupa inoltre posizioni strategiche lungo la catena del valore dei semiconduttori, mentre i settori industriali collegati a infrastrutture, difesa e investimenti nelle catene di approvvigionamento risultano ben posizionati per quando il ciclo più ampio di investimenti in conto capitale prenderà slancio”, dice l’esperto. “In altri settori il quadro appare più eterogeneo. I comparti legati ai consumi si trovano ad affrontare un mix complesso di sentiment debole e pressioni strutturali, mentre le telecomunicazioni e alcune aree della chimica continuano a essere limitate da vincoli normativi o da un ridotto potere di determinazione dei prezzi. La narrativa legata all’intelligenza artificiale ha inoltre determinato significative riduzioni delle valutazioni di alcune società, talvolta senza alcun corrispondente deterioramento degli utili sottostanti, creando opportunità selettive per gli investitori disposti a guardare oltre le turbolenze di breve periodo”, sottolinea Gallagher, che poi si avvia a concludere: “L’incertezza geopolitica, e in particolare la chiusura dello Stretto di Hormuz, continua a offuscare le prospettive di molti settori. I possibili scenari possono essere sostanzialmente due: da un lato un allentamento delle tensioni e una normalizzazione degli scambi commerciali, dall’altro una chiusura prolungata o un’incertezza persistente in grado di alimentare l’inflazione e frenare la crescita. Nonostante ciò, riteniamo che esistano temi strutturali di investimento particolarmente interessanti e che le dislocazioni di mercato possano continuare a favorire i gestori attivi con un posizionamento attento e selettivo. Insieme alle opportunità derivanti da un riequilibrio dei flussi di capitale, crediamo che l’azionario europeo resti un contesto in cui un approccio paziente, basato sulla ricerca, possa generare valore reale e duraturo”.

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