IL BOOM DEI PRESTITI BIG TECH STA RIVOLUZIONANDO IL CREDITO Il commento di Richard Woolnough, Fund Manager di M&G Investments
08/06/2026 Redazione MondoAlternative
Il cambiamento più significativo sui mercati del credito negli ultimi sei mesi non è venuto dalle banche o dal settore industriale, ma dalle Big Tech. Ne è convinto Richard Woolnough, Fund Manager di M&G Investments, che osserva come Alphabet, Amazon e Meta hanno emesso debito su una scala raramente vista nel settore. 
"Nel loro insieme, queste società sono ora tra i principali contributori all'offerta globale di obbligazioni corporate, uno sviluppo che sta iniziando a ridisegnare i mercati del credito investment grade. Questa ondata di emissioni riflette una semplice realtà: le più grandi società tecnologiche  stanno entrando in un ciclo di spesa che non può essere finanziato solo attraverso il flusso di cassa", scrive Woolnough, secondo cui due forze stanno alla base di questo cambiamento.
In primo luogo, il Fund Manager di M&G Investments menziona l'intelligenza artificiale: "La realizzazione di data center, semiconduttori, reti e infrastrutture di supporto è straordinariamente ad alta intensità di capitale, anche per gli standard del settore tecnologico. Come nei precedenti cicli di investimento nelle telecomunicazioni e nei media, i bilanci si stanno espandendo per finanziare quella che è vista come la prossima fase di crescita strutturale".
In secondo luogo, Woolnough pone la politica Usa: "Gli incentivi integrati nell’attuale quadro fiscale hanno migliorato in modo significativo l’economia degli investimenti sul territorio nazionale. In pratica, ciò agisce come una sovvenzione e le aziende stanno rispondendo di conseguenza". L'esperto di M&G evidenzia come normalmente un forte aumento dell’indebitamento metterebbe sotto pressione la qualità del credito. Ma in questo caso, l’entità degli utili conta più dell’entità delle emissioni".
Nell'analisi di Woolnough, con un Ebitda complessivo di Alphabet, Amazon e Meta compreso tra circa 150 e 200 miliardi di dollari, anche forti aumenti del debito si traducono solo in modeste variazioni della leva finanziaria; l’impatto sul rapporto debito/Ebitda è limitato e questi emittenti rimangono ben al di sotto delle soglie di rating investment grade. 
"L’effetto più immediato riguarda i prezzi di mercato. I mercati obbligazionari tendono a reagire a forti aumenti dell’offerta richiedendo uno spread più elevato. Questa dinamica è ben consolidata, in particolare nei settori che registrano cicli di emissione guidati dagli investimenti", prosegue Woolnough, che aggiunge: "Ciò che rende degno di nota il contesto attuale è che si sta verificando in alcuni dei nomi di più alta qualità presenti sul mercato. Queste società stanno assumendo un peso sempre maggiore nei principali indici obbligazionari. Il loro crescente peso in benchmark come il Bloomberg Global Aggregate Corporate Index riflette sia la portata che la persistenza delle emissioni".
Tuttavia, M&G segnala come esistano vincoli strutturali sul lato della domanda. "A differenza degli investitori azionari, i portafogli obbligazionari sono tipicamente soggetti a rigidi limiti di diversificazione. L'esposizione a un singolo emittente è limitata ben al di sotto dei livelli comunemente osservati nel mercato azionario. Ciò significa che anche gli emittenti con rating elevato possono avere difficoltà a trovare nuovi acquirenti quando l'offerta aumenta bruscamente. Nel breve termine, il mercato obbligazionario ha semplicemente difficoltà ad assorbire emissioni di questa portata", osserva ancora il Fund Manager di M&G.
Infine, Woolnough conclude indicando che il risultato è una notevole distorsione: "Alcune delle società più grandi e redditizie al mondo stanno emettendo debito a spread che appaiono attraenti rispetto al più ampio mercato investment grade. Per gli investitori, ciò crea una chiara opportunità. La combinazione di fondamentali solidi, investimenti guidati dalle politiche e pressione temporanea sull'offerta sta aprendo una finestra sul credito di alta qualità a valutazioni più favorevoli di quanto ci si potrebbe altrimenti aspettare. In altre parole, l'attuale impennata dei prestiti delle Big Tech non è solo una questione di finanziamento della crescita: sta anche creando un raro punto di ingresso per gli investitori obbligazionari e un'opportunità per investire in Big Beautiful Bonds".
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