Nonostante le crescenti tensioni geopolitiche e un clima di incertezza che ha messo alla prova i mercati nella prima parte dell’anno, la view di Columbia Threadneedle Investments per il secondo semestre 2026 rimane positiva. La crescita economica globale dovrebbe proseguire su una traiettoria solida, supportata da fondamentali societari sani e da una dinamica degli utili aziendali che appare forte e in progressiva diffusione a livello settoriale e regionale. In questo scenario, la casa di gestione continua a individuare le opportunità di rendimento più interessanti nei titoli azionari rispetto a quelli obbligazionari, mostrando una chiara preferenza per i mercati emergenti, l’Asia e il Giappone. Questo è il quadro tracciato da Anthony Willis, Senior Economist di Columbia Threadneedle Investments, in una recente conferenza stampa a Milano.
Al centro dello scenario macroeconomico si colloca inevitabilmente la complessa questione mediorientale. La recente tregua di sessanta giorni siglata tra Stati Uniti e Iran ha ridotto l'incertezza immediata, ma non l'ha del tutto eliminata. Per i mercati finanziari, la variabile critica rimane la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, il cui ripristino progressivo è la condizione necessaria affinché l'impatto economico del conflitto resti contenuto. Willis sottolinea come lo shock energetico del 2026 presenti caratteristiche molto diverse rispetto alla crisi del 2022. Se all'epoca l'interruzione fu strutturale, oggi ci si trova di fronte a una sospensione temporanea delle forniture, affrontata da un sistema globale più forte grazie a infrastrutture migliori in Europa e a una maggiore produzione statunitense. Inoltre, mentre nel 2022 lo shock andò ad amplificare un'inflazione già in aumento, nel 2026 ci si muove in un quadro caratterizzato da tendenze disinflazionistiche e da Banche Centrali che adottano un approccio prudente. L'esperto evidenzia tuttavia come l'attuale memorandum sia fragile e suscettibile di interpretazioni divergenti tra le parti, configurandosi come un compromesso politico temporaneo in un contesto di profonda e persistente sfiducia reciproca.
Sul fronte dei tassi, la svolta inflazionistica ha ridisegnato le attese rispetto a inizio anno. Prima del conflitto, i mercati scontavano tagli sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito, mentre oggi lo scenario si è invertito, con possibili rialzi attesi per Eurozona e Regno Unito e una FED orientata verso un approccio attendista. A complicare il quadro si aggiunge l'incertezza politica, particolarmente acuta negli Stati Uniti, dove le elezioni di mid-term si avvicinano in un contesto di consenso in calo per l'amministrazione, con inflazione e prezzi energetici che dominano il dibattito pubblico. Nel Regno Unito, un governo impopolare e prospettive di crescita deboli si combinano con sfide legate a energia e difesa che devono ancora emergere pienamente, mentre in Europa il nuovo orientamento verso la spesa militare eserciterà pressioni crescenti sui conti pubblici, richiedendo o un aumento del debito comune o un sacrificio di altre voci di bilancio.
A livello regionale, Giappone e mercati emergenti rappresentano le due aree in cui Columbia Threadneedle individua le opportunità più convincenti. Il Giappone vive un momento di particolare interesse, con la premier Sanae Takaichi, forte di una super-maggioranza parlamentare, che si muove verso una politica fiscale più espansiva, con salari in crescita che potrebbero sostenere i consumi interni in modo strutturale. Willis invita tuttavia a tenere sotto osservazione l'andamento dello yen e dei titoli di Stato giapponesi, la cui evoluzione potrebbe generare effetti destabilizzanti anche oltre i confini del paese. I mercati emergenti beneficiano invece di prospettive di crescita solide, trainate in particolare da India e Cina, e di dinamiche demografiche favorevoli che restano un fattore strutturalmente attraente. A rafforzare la preferenza per queste due geografie contribuisce anche un quadro valutativo più interessante rispetto ad altri mercati, con multipli che appaiono decisamente più contenuti rispetto a un mercato statunitense trattato su livelli storicamente elevati.
Nel complesso, per Willis, al netto del rischio legato alla concentrazione della leadership sui titoli dell'intelligenza artificiale, crescita resiliente e fondamentali societari robusti dovrebbero restare le forze dominanti nella seconda metà del 2026.