Negli investimenti si apre una nuova fase, caratterizzata dal passaggio dalla scarsità all'abbondanza, con l'intelligenza artificiale (AI) destinata a ridefinire gli equilibri dei mercati finanziari. È questa una delle principali indicazioni emerse dall'outlook di metà anno presentato da Bruno Rovelli, Managing Director e Chief Investment Strategist di BlackRock Italia, che individua nell'evoluzione dell'ecosistema dell'AI il principale motore dei mercati nei prossimi anni.
Il driver maggiore resta l’AI
Il punto di partenza è comprendere che la trasformazione in corso non sarà lineare. "La nostra impressione è che si debba prima passare dalla scarsità, prima di arrivare all'abbondanza", spiega Rovelli, sottolineando come le strozzature dell'offerta si stiano spostando progressivamente lungo tutta la filiera dell'AI.
Inoltre, se inizialmente l'attenzione era concentrata sui semiconduttori e sulle GPU, oggi le aree di maggiore interesse riguardano sempre più le infrastrutture energetiche e le reti elettriche necessarie per sostenere la crescente domanda di potenza di calcolo. Non a caso, osserva Rovelli, "il più grosso miglioramento dei margini avviene nel settore del power", cioè nelle attività legate alla produzione e al trasporto dell'energia indispensabile per alimentare i data center.
La diffusione dell'AI continua inoltre a rappresentare uno dei principali interrogativi per gli investitori. Le domande riguardano il ritmo con cui diminuiranno i costi della tecnologia, l'impatto sulla produttività e gli effetti sulla crescita economica. Una crescita più sostenuta potrebbe infatti contribuire anche a rendere più sostenibili gli elevati livelli di debito pubblico oggi presenti in molte economie sviluppate.
Le opportunità d’investimento
Sul fronte dell'asset allocation, BlackRock conferma una preferenza per le azioni rispetto alle obbligazioni governative, pur con alcune modifiche tattiche. “In ambito equity siamo positivi sugli Stati Uniti, mentre in Europa riteniamo particolarmente attraenti i titoli delle aziende finanziarie”, indica Rovelli che prosegue rivelando come dopo l'ottima performance registrata dai mercati azionari emergenti, soprattutto in Asia, la società è tornata verso un’esposizione neutrale su quest’area, mantenendo invece una visione favorevole sull'America Latina, considerata ben posizionata in un contesto di elevata frammentazione geopolitica e di crescente domanda di materie prime strategiche.
Importanti cambiamenti riguardano anche il reddito fisso. In un contesto in cui la correlazione tra azioni e obbligazioni è tornata positiva, i titoli obbligazionari non possono più limitarsi a svolgere una funzione di copertura del rischio. Per Rovelli i bond "devono guadagnarsi il loro ruolo nel portafoglio, puntando soprattutto sulla capacità di generare reddito corretto per il rischio. Da qui la nostra preferenza per il credito a breve/medio termine e per alcune aree del debito emergente rispetto alle obbligazioni governative a lunga scadenza”.
Un altro tema destinato ad assumere crescente importanza è quello delle infrastrutture. Come sottolinea Rovelli, “gli indici azionari e obbligazionari globali sottopesano ancora questo comparto rispetto alle reali prospettive di crescita. L'espansione dei data center, il rafforzamento delle reti elettriche, gli investimenti nella sicurezza energetica e nella difesa rendono infatti le infrastrutture uno dei settori con il maggiore potenziale di sviluppo nel prossimo decennio”.
Infine, Rovelli evidenzia come l'attuale fase di mercato sia caratterizzata da una forte dispersione delle performance tra settori, Paesi e singole società. Una situazione che, se da un lato aumenta la volatilità, dall'altro offre maggiori opportunità per la gestione attiva. "Siamo in un mondo dove la dispersione dei rendimenti è molto alta, il contesto ideale per generare valore attraverso una selezione accurata degli investimenti”.