Il mercato globale dei continuation investment, noti anche come GP-led secondaries (operazioni secondarie guidate da General Partner), continuerà ad accelerare nel prossimo decennio, sostenuto da fattori strutturali. E’ quanto emerge dalla nuova edizione della ricerca annuale dedicata al settore da Schroders Capital.
Il modello elaborato dal team Private Equity di Schroders Capital prevede una crescita sostenuta del mercato dei continuation fund nel medio/lungo termine. Nello scenario di base, i volumi di investimento potrebbero superare i 330 miliardi di dollari entro il 2035. Questa previsione riflette le dinamiche strutturali del mercato, che stanno prolungando il periodo di detenzione degli investimenti di private equity oltre il tradizionale orizzonte temporale iniziale, mantenendoli sotto la stessa proprietà, nonché la crescente domanda da parte degli investitori di soluzioni caratterizzate da un profilo di rischio più contenuto, rendimenti più prevedibili, una più rapida generazione di liquidità e commissioni inferiori. Negli scenari più favorevoli analizzati, il mercato potrebbe addirittura espandersi fino a raggiungere dimensioni pari a cinque volte quelle attuali.
Il mercato degli investimenti in continuation fund ha acquisito ulteriore slancio nel corso dello scorso anno. Il valore complessivo delle operazioni è passato da 76 miliardi di dollari (dato rivisto) nel 2024 al nuovo massimo storico di 109 miliardi di dollari nel 2025.
Gli investimenti in continuation fund rappresentano un fenomeno in forte crescita nel mercato del private equity e segnano un cambiamento strutturale significativo nelle modalità con cui il settore crea e realizza valore. Sebbene negli ultimi anni alcuni fattori ciclici abbiano contribuito ad accelerare i volumi delle transazioni, l'analisi di Schroders Capital evidenzia come tali elementi abbiano semplicemente accentuato un trend di crescita costante e consolidato che caratterizza questo segmento ormai da oltre un decennio.
"Nell'ultimo anno, i trend che avevamo individuato non solo si sono confermati, ma hanno ulteriormente accelerato”, ha spiegato Nils Rode, Chief Investment Officer di Schroders Capital. “Gli investimenti in continuation fund si stanno affermando sempre più come una componente strutturale del mercato del private equity, piuttosto che come una risposta temporanea alle difficili condizioni del mercato delle exit. La nostra analisi dimostra chiaramente che i continuation fund non sono un fenomeno ciclico né transitorio: il mercato continua a essere sostenuto da fattori strutturali di fondo e le prospettive di crescita sono state riviste al rialzo. L'aspetto più dirompente non è il fatto che gli asset di private equity possano rimanere privati più a lungo, questo accade da decenni attraverso le operazioni di secondary buyout tra sponsor. La vera novità è che le operazioni di continuation consentono al gestore originario di mantenere il controllo dell'investimento, raccogliendo al contempo nuovo capitale e offrendo agli investitori esistenti la possibilità di monetizzare, in tutto o in parte, la propria partecipazione. In questo senso, gli investimenti in continuation fund stanno innescando una profonda trasformazione del modo in cui il valore viene creato e realizzato nelle operazioni di buyout. In sintesi, la nostra analisi dimostra che la crescita dei continuation fund non rappresenta semplicemente una soluzione temporanea né una moda passeggera: si tratta di una forza dirompente che sta ridisegnando l'architettura del mercato del private equity. Con il proseguire della crescita del mercato, ci aspettiamo inoltre una maggiore innovazione nelle soluzioni di investimento, per rispondere alla crescente domanda da parte degli investitori", ha sottolineato Rode.
Crescita destinata a proseguire: il mercato
più che triplicherà rispetto al record del 2025
La recente traiettoria di crescita del mercato dei continuation fund non mostra segnali di rallentamento. Sulla base delle proiezioni prudenti di Schroders Capital, fondate sulla crescente penetrazione dei continuation fund, sull'espansione del valore patrimoniale netto (NAV) del mercato del private equity e sull'attesa ripresa delle distribuzioni del settore, il mercato è destinato a più che triplicare nel prossimo decennio rispetto al livello record, già superiore alle attese, raggiunto nel 2025.
Nello scenario di base, Schroders Capital prevede che il volume complessivo degli investimenti in continuation fund passerà da circa 109 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 330 miliardi di dollari entro il 2035.
L'analisi evidenzia inoltre che nel 2025 i fattori ciclici favorevoli hanno contribuito a circa il 9% dei volumi delle transazioni in continuation fund, in calo rispetto al 14% registrato nel 2024. Questo dato rafforza la conclusione secondo cui la maggior parte della crescita del mercato è oggi alimentata da cambiamenti di natura strutturale.
Secondo Schroders Capital, sono cinque i principali fattori strutturali che stanno sostenendo l'espansione di questo segmento, frutto della combinazione tra l'evoluzione di lungo periodo del mercato e dinamiche di più breve termine:
- il prolungamento della proprietà in private equity oltre il periodo iniziale di detenzione rappresenta ormai un modello consolidato per sostenere la trasformazione delle imprese;
- il processo di creazione di valore sotto la proprietà del private equity non richiede necessariamente un cambio di proprietario;
- i continuation fund costituiscono una soluzione più efficiente per proseguire il percorso di trasformazione delle aziende, sotto il profilo dei costi;
- gli investimenti in continuation fund offrono rendimenti più prevedibili e tempi di liquidità più rapidi rispetto ai buyout tradizionali;
- l'attuale rallentamento delle exit sta accelerando la domanda di soluzioni alternative per la generazione di liquidità.
Un cambiamento che ridefinisce il modello dei buyout
L'idea che le società restino all'interno dell'ecosistema del private equity anche oltre il periodo di investimento originario non è una novità. I secondary buyout tra sponsor (operazioni in cui un gestore vende una società in portafoglio a un altro fondo di private equity) rappresentano da oltre vent'anni una componente rilevante del mercato delle exit, con una media pari al 38% del numero delle operazioni e al 36% del loro valore dal 2006.
Oggi parte di questo deal flow viene sostituita dai continuation fund, che rappresentano spesso un'alternativa più efficiente e meno costosa per proseguire il percorso di crescita e trasformazione delle società. In questo modello, gli asset rimangono nelle mani dello stesso gestore, sostenuti da un veicolo di continuazione e, nella maggior parte dei casi, da un nuovo afflusso di capitale.
Parallelamente, il percorso di crescita delle società di maggiore qualità supera sempre più spesso il tradizionale ciclo di investimento di 4/5 anni tipico dei fondi di private market. Questo spostamento del deal flow sta modificando gli equilibri del mercato dei buyout, in particolare nel segmento delle operazioni di medie e grandi dimensioni.
Negli ultimi vent'anni le strategie di buyout hanno fatto crescente affidamento sulle operazioni tra sponsor come principale fonte di nuove acquisizioni. Negli ultimi anni queste hanno rappresentato oltre la metà dei nuovi volumi di transazione e, nel solo 2025, tra un quarto e un terzo dei nuovi investimenti.
Sulla base delle prospettive di crescita del mercato dei continuation fund, Schroders Capital stima che nei prossimi dieci anni quasi il 5% del deal flow complessivo dei buyout di medie e grandi dimensioni potrebbe essere sostituito rispetto a quanto avverrebbe in assenza di questa evoluzione.
Un cambiamento di tale portata avrà un impatto significativo sui gestori specializzati nei buyout di grandi dimensioni e sugli operatori del mercato secondario. La recente crescita delle strategie dedicate ai continuation fund ha inoltre favorito la maturazione del mercato e un incremento della raccolta di capitali, creando ulteriori condizioni favorevoli per un aumento dei volumi delle transazioni nel 2026 e negli anni successivi.
Perché i continuation fund nel segmento small
e mid-market offrono maggior valore strutturale
Schroders Capital ritiene che il segmento lower mid-market, che comprende gli investimenti in continuation fund relativi a società in portafoglio di piccole e medie dimensioni (con un enterprise value inferiore a 1 miliardo di dollari), presenti caratteristiche strutturalmente più interessanti.
Sulla base dell'analisi del deal flow tra il 2022 e il 2024, oltre i due terzi delle potenziali operazioni di continuation fund valutate da Schroders Capital hanno riguardato società con un enterprise value inferiore a 750 milioni di dollari.
"Sebbene i continuation fund si stiano diffondendo in tutto l'universo del private equity, riteniamo che il segmento lower mid-market presenti opportunità particolarmente interessanti”, ha commentato Petr Poldauf, Senior Investment Director di Schroders Capital. “Diversi fattori lo rendono particolarmente attrattivo: offre un bacino di opportunità molto ampio e diversificato, condizioni economiche delle operazioni spesso più favorevoli e un maggiore potenziale di creazione di valore attraverso interventi di trasformazione delle aziende. Un altro elemento importante è la maggiore resilienza che questo segmento tende a mostrare nei periodi di incertezza. Molte delle società sottostanti sono infatti maggiormente orientate ai mercati domestici e operano prevalentemente nel settore dei servizi, risultando quindi meno esposte alle tensioni commerciali e geopolitiche che stanno alimentando la rinnovata volatilità dei mercati.
Con la progressiva maturazione del mercato dei continuation fund, osserviamo una crescente consapevolezza dei benefici che queste operazioni possono offrire ai gestori dei fondi, agli investitori (sia esistenti sia nuovi) e agli acquirenti specializzati nel mercato secondario. Riteniamo che questa dinamica continuerà a sostenere la crescita del segmento", ha concluso Poldauf.