Prudenza, AI e resilienza. Sono le tre parole scelte da Enzo Corsello, Country Head Italy di Allianz Global Investors, per aprire la presentazione dell’outlook di metà anno, illustrata in una conferenza a Milano insieme a Massimiliano Maxia, Senior Fixed Income Product Specialist. Tre parole che sintetizzano bene il quadro emerso dall'incontro, fatto di mercati vicini ai massimi storici ma esposti a rischi geopolitici e valutativi non trascurabili, di una crescita economica sempre più legata agli investimenti in intelligenza artificiale, e di un'economia globale che finora ha mostrato una capacità di tenuta superiore alle attese nonostante gli shock esterni.
Il quadro delineato da AllianzGI per la seconda metà del 2026 ruota attorno a un riassetto profondo degli equilibri economici globali, quello che il gestore definisce un great rebalancing, che mette sotto pressione il modello di crescita degli ultimi vent'anni basato sul sovraconsumo americano e sulla sovrapproduzione cinese. In questo contesto il ciclo economico mostra una resilienza sostenuta soprattutto dagli investimenti legati all'intelligenza artificiale, capaci finora di compensare le minacce poste dallo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente su inflazione e crescita. Sul fronte dei prezzi, AllianzGI si attende un'inflazione che resterà sopra il target delle Banche Centrali, con dinamiche disomogenee tra le diverse aree geografiche a seconda della dipendenza energetica. Ne consegue una politica monetaria globale che vira verso un atteggiamento più restrittivo, con banche centrali sempre meno coordinate tra loro e a tratti divergenti nell'azione. AllianzGI si attende in particolare un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Bce entro la fine dell'anno, come suggerito anche dalle attese di mercato incorporate nei tassi forward. Non è escluso un rialzo anche per la Fed, sebbene il quadro resti più incerto in attesa di capire l'orientamento del nuovo governatore. Sullo sfondo restano infine rischi macroeconomici elevati, dominati dagli eventi geopolitici e dalla durata del conflitto in Medio Oriente, a cui si aggiungono i crescenti rischi legati alla sostenibilità del debito pubblico nonostante una leva fiscale ancora moderatamente espansiva. Sarà soprattutto l'equilibrio tra le spinte alla produttività generate dall'intelligenza artificiale e gli headwind strutturali, come debito, frammentazione geopolitica e inflazione, a determinare secondo gli esperti la traiettoria dei mercati nei prossimi anni.
Sul fronte delle singole asset class, la view del gestore delinea un quadro caratterizzato da una spiccata selettività. Nel comparto obbligazionario l'attenzione si concentra sulla gestione tattica della duration attraverso scadenze brevi, per fronteggiare la reattività delle Banche Centrali ai dati macroeconomici. A livello strutturale assume invece rilevanza la ricerca di rendimento cedolare tramite emissioni societarie anche ad alto rendimento, dove il flusso periodico prevale sulle oscillazioni di prezzo, affiancata dall'inserimento di strumenti a tasso variabile per contenere ulteriormente il rischio duration.
Sul fronte azionario il quadro delineato è quello di mercati vicini ai massimi ma segnati da una dispersione marcata, con pochi titoli a trainare la performance complessiva e divergenze evidenti anche all'interno dello stesso settore, come nel caso del tech americano, dove i titoli hardware salgono mentre quelli software arretrano, ribaltando la dinamica che aveva sostenuto il mercato negli anni scorsi. Da questo contesto emergono tre elementi di rischio da monitorare secondo il gestore. Il primo riguarda le sorprese sugli utili, finora sistematicamente superiori alle attese e determinanti per la tenuta degli indici, ma con stime che si fanno sempre più esigenti. Il secondo è legato alla generazione di cassa, progressivamente erosa dal livello record degli investimenti in capex, che sta riducendo la capacità delle società di produrre free cash flow positivo. Infine, un ulteriore elemento di rischio sono le IPO con valutazioni che incorporano premi importanti, e che statisticamente generano rendimenti negativi nel breve-medio termine post quotazione.
In questo scenario le preferenze secondo gli esperti di AllianzGI si orientano verso Cina ed Europa, con la prima vista in un'ottica di ripresa ciclica e la seconda pronta a beneficiare del sostegno della spesa per la difesa e dell'attuale contesto dei tassi, favorevole all'intero sistema finanziario europeo. Infine, le materie prime si confermano essenziali per la decorrelazione di portafoglio grazie al ruolo delle risorse energetiche, mentre l'oro, pur muovendosi in correlazione con l'equity, rappresenta ancora un'importante opportunità di crescita sostenuta dagli acquisti sistematici delle Banche Centrali. Il tema strategico della scarsità energetica rappresenta inoltre un fattore ancora sottovalutato secondo gli esperti, offrendo prospettive di crescita interessanti sia attraverso l'esposizione diretta alle commodity sia tramite i titoli azionari del settore energetico.