NELLA FASE ATTUALE, AMPLIARE LE OPPORTUNITÀ AI MERCATI EMERGENTI Per Stephen Dover, Chief Market Strategist e Head of Franklin Templeton Institute
20/07/2026 Redazione MondoAlternative

“In una fase caratterizzata da crescente complessità geopolitica (dal conflitto tra Stati Uniti e Iran del 2026 alle sfide della globalizzazione, dalle trasformazioni politiche alla competizione tra grandi potenze) riteniamo che l’argomento a favore di un’esposizione attiva e consapevole ai mercati emergenti all’interno di una strategia di investimento globale sia oggi più solido che mai”, afferma Stephen Dover, Chief Market Strategist e Head of Franklin Templeton Institute, che sottolinea come lo scenario degli investimenti globali è cambiato profondamente: “L’ordine unipolare che ha caratterizzato l’era successiva alla Guerra Fredda ha lasciato spazio a un contesto multipolare, definito da conflitti regionali, politiche economiche divergenti e una crescente frammentazione degli scambi internazionali. Per gli investitori istituzionali questa complessità rappresenta al tempo stesso una sfida e un’opportunità. I mercati emergenti possono contribuire a migliorare i rendimenti attesi, aumentare la diversificazione dei portafogli e supportare il raggiungimento degli obiettivi di investimento di lungo periodo”.

Secondo Dover, tre grandi forze strutturali, che convergono e sono tra loro complementari, stanno ridefinendo il ruolo dei mercati emergenti, ovvero:

1) Trasformazione strutturale: “Molti Paesi emergenti hanno introdotto importanti riforme istituzionali, sviluppando politiche fiscali e monetarie più solide e credibili”, afferma l’esperto;

2) Dinamismo economico: Dover evidenzia come “numerosi mercati emergenti hanno diversificato le proprie economie e dimostrato una notevole capacità di adattamento a un contesto geopolitico in rapida evoluzione, inclusi dazi commerciali e altri ostacoli alla globalizzazione. Rispetto agli anni Ottanta e Novanta, quando erano fortemente dipendenti dai flussi globali e più esposti alle crisi, oggi presentano fondamentali decisamente più robusti”;

3) Evoluzione dell’outlook del dollaro Usa: “Per diverse ragioni, l’epoca della forza incontrastata del dollaro sembra lasciare spazio a un contesto di dollaro stabile o in graduale indebolimento. Alla base di questa dinamica vi sono il restringimento dei differenziali di tasso, l’ampliamento delle opportunità di investimento a livello globale e l’emergere di un sistema monetario più multipolare per pagamenti, riserve e finanza internazionale. Storicamente, i mercati emergenti (sia azionari sia obbligazionari) tendono a beneficiare di contesti caratterizzati da un dollaro stabile o in indebolimento”, sottolinea Dover.

Per Chief Market Strategist e Head of Franklin Templeton Institute, poi, altri elementi a supporto dell’investimento nei mercati emergenti includono:

1) Crescita degli utili e valutazioni interessanti: “Le stime indicano un significativo miglioramento della crescita degli utili societari nei mercati azionari emergenti nei prossimi due anni. Questo potrebbe contribuire a valorizzare valutazioni oggi ancora contenute e, di conseguenza, a rendimenti più interessanti sia per l’azionario sia per il credito corporate emergente”, afferma Dover;

2) Opportunità di income: “Nei mercati sviluppati, i rendimenti nominali e reali rimangono relativamente contenuti, le curve dei tassi appaiono storicamente piatte (limitando il potenziale beneficio derivante dall'assunzione di maggiore rischio di duration) e gli spread creditizi compressi. Al contrario, diverse aree dei mercati emergenti (in particolare l’America Latina e il Brasile) offrono tassi reali più elevati, mentre il debito in valuta locale beneficia di uno scenario di dollaro più debole”, dice l’esperto;

3) Maggiore diversificazione di portafoglio: “Grazie al contributo combinato di rendimenti, correlazioni e volatilità, azioni e obbligazioni dei mercati emergenti possono rappresentare un’importante fonte di diversificazione all’interno di portafogli globali”, evidenzia Dover.

In tale scenario, Dover ritiene che “sfruttare appieno il potenziale dei mercati emergenti richiede strategie flessibili e capaci di adattarsi ai diversi contesti di mercato. È fondamentale combinare selezione attiva dei titoli con allocazioni tattiche discrezionali, mantenendo la capacità di individuare opportunità a livello di singola società e, al tempo stesso, di reagire rapidamente ai cambiamenti del quadro macroeconomico e geopolitico. Gli investitori devono essere pronti a riallocare il capitale tra regioni, settori e asset class in funzione dell’evoluzione dei rischi e delle opportunità. Il razionale strategico a favore dei mercati emergenti si fonda su tre grandi pilastri di trasformazione: la riconfigurazione della globalizzazione, la disruption tecnologica, il rafforzamento delle istituzioni economiche e finanziarie. Su queste basi vengono poi approfondite le opportunità di investimento per area geografica e asset class, oltre alle implicazioni per rendimento e rischio di portafoglio”, spiega Dover.


Call to action

In conclusione, Dover segnala che “le istituzioni alla ricerca di una diversificazione autentica e di migliori prospettive di rendimento stanno guardando con crescente interesse alle opportunità internazionali e, in particolare, ai mercati emergenti. Performance più robuste, resilienza economica, capacità di adattamento, politiche macroeconomiche più ortodosse, crescita degli utili, valutazioni interessanti e rendimenti elevati rappresentano elementi di supporto difficili da ignorare. Allo stesso tempo, il contesto geopolitico resta complesso e caratterizzato da conflitti regionali, competizione tra grandi potenze e crescente divergenza nelle politiche economiche. In questo scenario, la gestione dinamica del portafoglio diventa fondamentale. I mercati premieranno gli investitori capaci di distinguere tra disruption temporanee, cicli economici e trasformazioni strutturali, traducendo queste valutazioni in decisioni di investimento coerenti tra aree geografiche e settori, sulla base di un'approfondita analisi dei fondamentali. Le opportunità stanno emergendo con forza. La sfida è essere pronti a coglierle”, conclude l’esperto di Franklin Templeton Institute.

© 2026 Mondo Alternative - Riproduzione riservata
CERCA NOTIZIE
Origine notizia Cerca Notizie Criteri di ricerca Tutte le parole Qualunque parola Frase esatta
REPORT
N. 264
Giugno
2026

MONDOINVESTOR
VERSIONE ITALIANA
MondoInvestor è un mensile in abbonamento che prevede 11 numeri all’anno e racconta l’evoluzione del mercato dell'asset management per gli investitori professionali
Dossier Fondi Fixed Income
DOSSIER
FONDI FIXED INCOME
Il Dossier offre una fotografia del mercato dei Fondi Fixed Income
Liquid Alternative
1st Quarter 2026 Update

QUARTERLY REPORT

LIQUID ALTERNATIVE
Il Report sintetizza l’andamento trimestrale del mercato dei fondi liquid alternative



Dossier Fondi ESG

DOSSIER
FONDI ESG
Il dossier offre una fotografia del mercato dei Fondi ESG

ARE YOU A
HEDGE FUND
MANAGER?


Do you want to add/ remove your hedge fund
to / from our database?

Please click here
to learn how

Le foto riprodotte in questo sito provengono in prevalenza da Internet e sono pertanto ritenute di dominio pubblico. Gli autori delle immagini o i soggetti coinvolti possono in ogni momento chiederne la rimozione, scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica info@mondoinvestor.com
copyright 2004- 2023 - MondoInvestor S.r.l. -Sede Legale ed Uffici: Via Gustavo Fara, 9 - 20124 Milano
Cap.Soc. €100.000 i.v.- Milano Reg.Imp.N° 13228870153 REA N° 1631083 - C.F. e P.I.13228870153