MERCATI PRIVATI: PIU' SELETTIVITÀ, QUALITÀ E REDDITO AL CENTRO Le evidenze della Private Markets House View di Aberdeen Investments
27/07/2026 Redazione MondoAlternative

Dopo anni sostenuti da abbondante liquidità, capitale a basso costo e valutazioni in crescita, i mercati privati stanno entrando in una nuova fase, in cui la selezione degli investimenti diventa sempre più determinante. Dalla Private Markets House View di Aberdeen Investments emerge che le opportunità restano interessanti, ma si concentrano sempre più su asset di elevata qualità, flussi di cassa resilienti e temi di crescita strutturale, in un contesto caratterizzato da una crescente dispersione dei rendimenti.


Un contesto macroeconomico più incerto

Secondo Aberdeen, l'economia globale continua a mostrare segnali di resilienza, pur in un contesto di rallentamento. “Prevediamo per il 2026 una crescita del PIL pari a circa il 2,2% negli Stati Uniti, al 4,8% in Cina e al 6,8% in India. Restano tuttavia elementi di incertezza legati all'inflazione, alle tensioni geopolitiche e ai diversi orientamenti delle banche centrali, fattori che continuano ad alimentare la volatilità dei mercati. In questo scenario, i mercati privati rafforzano il proprio ruolo come fonte di reddito stabile e di esposizione a trend strutturali di lungo periodo”, si legge nel documento,


Private equity: meno operazioni, ma valutazioni ancora solide

La Private Markets House View segnala poi come “l'attività di M&A nel private equity ha rallentato nei primi mesi del 2026: negli Stati Uniti il valore delle operazioni è diminuito del 18,3% rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 260,2 miliardi di dollari, mentre in Europa il calo è stato del 22,5%. Nonostante la frenata, gli asset di qualità continuano a essere molto ricercati. Le valutazioni globali si mantengono infatti su livelli elevati, pari a 12,6 volte l'Ev/Ebitda, mentre in Europa le operazioni di espansione (add on) rappresentano ormai il 71,4% dei buyout, il livello più alto degli ultimi dieci anni. Cresce inoltre il peso delle operazioni sul mercato secondario, che hanno rappresentato circa il 19% dell'attività del primo trimestre. In questo contesto, riteniamo che i rendimenti dipenderanno sempre meno dall'espansione dei multipli e sempre più dalla capacità di selezionare i settori più promettenti, creare valore operativo e mantenere disciplina nelle valutazioni”.


Credito privato: condizioni sempre più favorevoli per i finanziatori

Per Aberdeen poi “il credito privato continua a beneficiare del progressivo ridimensionamento del ruolo delle banche nell'erogazione dei finanziamenti. Sebbene l'attività si sia ridotta, con 71 miliardi di dollari di prestiti diretti negli Stati Uniti distribuiti su 199 operazioni nel primo trimestre, il contesto resta favorevole per i finanziatori. Gli spread rispetto ai tassi di riferimento rimangono elevati, attestandosi intorno ai 509 punti base in Europa, mentre aumenta la dispersione tra i mutuatari più solidi e quelli più rischiosi. I tassi di insolvenza sono cresciuti solo moderatamente, passando dall'1,84% del terzo trimestre 2025 al 2,73% del primo trimestre 2026. Le opportunità più interessanti continuano a concentrarsi nel segmento mid market e nelle operazioni di credito più complesse, dove una selezione rigorosa può favorire rendimenti interessanti corretti per il rischio


Infrastrutture: i flussi di cassa guidano i rendimenti

Le infrastrutture continuano a beneficiare di solidi trend strutturali, in particolare della transizione energetica e della digitalizzazione, secondo gli esperti di Aberdeen. “Nel primo trimestre del 2026 il valore globale delle operazioni ha raggiunto circa 327 miliardi di dollari, in crescita del 10% su base annua. Con tassi di interesse più elevati rispetto al ciclo precedente, i rendimenti derivano sempre più dai flussi di cassa contrattuali o regolamentati piuttosto che dall'espansione delle valutazioni. Si osserva inoltre una crescente concentrazione della raccolta: attualmente sono sul mercato circa 733 fondi con un obiettivo complessivo di raccolta pari a 567 miliardi di dollari, ma i primi dieci rappresentano il 40% del capitale target. Una dinamica che riflette la preferenza degli investitori per gestori consolidati e asset resilienti, soprattutto nei comparti dell'elettrificazione, delle infrastrutture digitali e dei servizi essenziali”.


Immobiliare: la ripresa procede a velocità diverse

La Private Markets House View indica poi che il settore immobiliare mostra segnali di graduale recupero, sebbene la ripresa rimanga disomogenea tra i diversi segmenti. “Nel primo trimestre del 2026 il volume globale delle transazioni è aumentato del 18% su base annua, raggiungendo 216 miliardi di dollari, sostenuto soprattutto dalla regione Asia Pacifico. Anche gli investimenti transfrontalieri sono cresciuti del 37%, arrivando a 55 miliardi di dollari, con gli investitori dell'Asia Pacifico che rappresentano ormai quasi il 38% dei flussi globali. La raccolta resta tuttavia debole e gli spread di rendimento rispetto ai titoli di Stato si sono ridotti fino a circa 150 punti base in Europa, limitando il margine di sicurezza per gli investitori. Di conseguenza, la capacità di generare reddito stabile, la qualità degli asset e la selezione settoriale assumono un ruolo sempre più determinante”, scrivono gli esperti.


La selettività diventa il principale driver di performance

In conclusione, Aberdeen sottolinea che “la crescente dispersione tra asset, strategie e settori rende la selettività il principale fattore di creazione di valore. Se nel ciclo precedente i rendimenti erano sostenuti soprattutto dal calo dei tassi e dall'espansione delle valutazioni, oggi la performance dipende sempre più dalla qualità degli investimenti, dall'esposizione ai temi di crescita strutturale, dalla disciplina nelle valutazioni e dalla capacità di generare flussi di reddito prevedibili. Riteniamo che i mercati privati stiano passando da una fase trainata dal ciclo economico a una sempre più guidata dai fondamentali. In questo contesto, la selezione dei gestori, la qualità degli asset e un approccio disciplinato all'allocazione del capitale saranno determinanti per cogliere le opportunità offerte dalla crescente differenziazione tra settori, strategie e singoli investimenti”.

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