CINA: UN PERIODO DI DEBOLEZZA PREPARA UNA RIPRESA MODESTA Le previsioni di David Rees, Head of Global Economics di Schroders
08/09/2026 Redazione MondoAlternative

“L'economia cinese ha registrato una crescita congiunturale dello 0,9% nel secondo trimestre, al netto degli effetti stagionali, ma ciò non è stato sufficiente a impedire che il tasso annuo di crescita del Pil rallentasse al 4,3%. Sebbene molte altre economie considererebbero invidiabili tassi di crescita di questo livello, si tratta del ritmo di crescita più debole dall'inizio degli anni Novanta, esclusi i periodi di lockdown legati al Covid”, afferma David Rees, Head of Global Economics di Schroders, che spiega: “La domanda interna è rimasta estremamente debole, poiché la combinazione tra la persistente crisi del settore immobiliare, le restrizioni agli investimenti volte ad affrontare l'eccesso di capacità produttiva e il rallentamento dei consumi ha pesato sull'attività economica complessiva. Secondo i dati ufficiali dell’ufficio nazionale di statistica, gli investimenti in capitale fisso sono diminuiti di oltre il 9% nei dodici mesi fino a giugno, mentre le vendite al dettaglio nominali sono aumentate di appena l'1% nello stesso periodo”.

Guardando al futuro, Rees continua a ritenere che l'economia possa indebolirsi ulteriormente nel breve termine per due ragioni. “In primo luogo, gli indicatori anticipatori, come l'M1 reale e l’impulso del credito (credit impulse), hanno continuato a deteriorarsi, riflettendo la riluttanza di consumatori e imprese a spendere e a ricorrere al credito. Sebbene questa debolezza strutturale abbia penalizzato il settore privato per due anni o più, il più recente deterioramento è stato determinato da una politica fiscale meno favorevole, poiché misure come gli incentivi alla sostituzione di beni di consumo sono state ridimensionate. In secondo luogo, gli indicatori anticipatori continuano a essere coerenti con un rallentamento delle esportazioni cinesi nei prossimi mesi”, sottolinea l’esperto, che aggiunge: “Inoltre, le persistenti tensioni commerciali con i principali partner potrebbero periodicamente frenare i flussi commerciali. Poiché la produzione industriale è stata il principale motore della crescita negli ultimi trimestri, un eventuale rallentamento dell'attività di esportazione non farebbe che aumentare le pressioni al ribasso. Di conseguenza, abbiamo ulteriormente abbassato la nostra previsione di crescita del Pil al 4,3% per quest'anno. Durante le riunioni del Politburo di luglio, i responsabili politici hanno resistito alle richieste di annunciare un ulteriore sostegno all'economia, optando invece per una migliore attuazione delle politiche già esistenti. Tuttavia, se la crescita dovesse continuare a essere debole, le autorità potrebbero essere costrette ad ampliare le misure di stimolo più avanti nel corso dell'anno. Con il mercato immobiliare ancora in caduta libera, la politica monetaria rimarrà in larga misura inefficace, rendendo ulteriori interventi fiscali la soluzione più probabile”, afferma Rees.

Tuttavia, secondo Rees, i vincoli derivanti da un disavanzo di bilancio, ormai a due cifre, limitano i margini di intervento, “per cui qualsiasi sostegno sarà probabilmente sufficiente soltanto a favorire una debole ripresa ciclica nel 2027. Abbiamo ipotizzato una crescita del 4,5% il prossimo anno. Le aspettative di un certo miglioramento della crescita nel 2027 potrebbero, in definitiva, interrompere la fase di sottoperformance delle azioni cinesi. Tuttavia, la pazienza è necessaria mentre il mercato assimila la debolezza degli utili societari attesi. Nel frattempo, continuiamo a ritenere che il renminbi sia destinato a deprezzarsi nei prossimi diciotto mesi, poiché una Fed più restrittiva porterà a un ulteriore ampliamento dei differenziali dei tassi d'interesse, mentre il rallentamento della dinamica delle esportazioni eserciterà anch'esso pressioni sulla valuta”, conclude l’esperto di Schroders. 

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