“Nonostante una serie di eventi geopolitici e macroeconomici, finora i mercati hanno assorbito i diversi shock relativamente bene”, esordisce Joffrey Czurda, Ceo di Cigogne Management SA (parte del Gruppo La Française), che entra nei dettagli: “Dopo un inizio d’anno abbastanza favorevole, sostenuto dalla resilienza della crescita globale e dalla prosecuzione del processo disinflazionistico, lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran alla fine di febbraio ha segnato un punto di svolta. Le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz hanno determinato un forte aumento dei prezzi dell’energia, riaccendendo i timori di inflazione e stagflazione, soprattutto in Europa. L’allentamento delle tensioni osservato in primavera ha successivamente consentito ai mercati di stabilizzarsi, prima che le tensioni riemergessero a luglio, con una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz e il Brent che ha brevemente superato i 100 dollari. Nonostante questi episodi, gli asset rischiosi hanno dimostrato resilienza”.
Czurda evidenzia come “la politica monetaria è rimasta al centro delle preoccupazioni degli investitori, con le Banche Centrali chiamate a gestire traiettorie divergenti di inflazione e crescita. In questo contesto, la Fed ha privilegiato un approccio attendista, alla luce di un’economia statunitense ancora solida, mentre la Bce ha progressivamente inasprito le condizioni di finanziamento prima di interrompere il ciclo di rialzi a luglio. Le decisioni di politica monetaria dei prossimi mesi continueranno a essere guidate dall’andamento dell’inflazione e dell’attività economica. Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste a novembre, rappresenteranno inoltre un evento chiave per la parte finale dell’anno, mentre la persistenza dei rischi geopolitici e commerciali dovrebbe continuare ad alimentare la volatilità dei mercati. In questo contesto di incertezza, la flessibilità della gestione alternativa consente di adattarsi rapidamente all’evoluzione dei mercati e di cogliere le opportunità che emergono. Tra i segnali d’allerta contiamo l’incertezza sul mercato M&A, con le tensioni macroeconomiche che potrebbero limitare il numero di nuove operazioni verso la fine dell’anno. Infine, l’abbondante offerta di obbligazioni da parte dei colossi del cloud potrebbe portare al rischio di saturazione del mercato ed esercitare pressioni al rialzo sui premi per il rischio”.
Tuttavia, secondo Czurda, “non mancano i fattori a sostegno, quali un mercato primario dinamico, in particolare nei segmenti ABS, CLO e del credito europeo, che offrono opportunità di selezione e un interessante profilo rischio/rendimento. Vi sono poi dispersione e volatilità dei tassi che favoriscono strategie di arbitraggio relative value e di irripidimento della curva. Da ultimo, la resilienza del credito, che mantiene opportunità nelle strategie basate su basis, spread e carry”.
Czurda rivela di iniziare l’autunno con un approccio prudente e attendista. “La bassa volatilità osservata durante l’estate ha limitato il ventaglio di opportunità sui mercati del credito. Privilegiamo pertanto una gestione attiva e selettiva, in previsione di un ritorno più marcato della volatilità e della dispersione, con la parte finale dell’anno che potrebbe offrire maggiori opportunità, sullo sfondo delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e delle relative incertezze. Nel credito, manteniamo il posizionamento sul segmento 1/3 anni, che continua a offrire un carry interessante limitando al contempo l’esposizione alle oscillazioni del mercato”, afferma il gestore, che poi aggiunge: “Sul fronte dei tassi, il contesto attuale offre maggiori margini per le strategie relative value, in particolare per quanto riguarda le pendenze della curva dei rendimenti. Un’inflazione contenuta dovrebbe consentire alle banche centrali di adeguare progressivamente la propria politica monetaria, creando opportunità per le strategie in essere. Infine, sul fronte M&A, rimaniamo cauti considerando che il mercato statunitense rimane più incerto, soprattutto a causa degli aspetti normativi e politici e della volatilità osservata su alcune operazioni. Restiamo tuttavia attenti alle opportunità che potrebbero emergere con la ripresa dell’attività dopo l’estate, mantenendo un approccio selettivo e opportunistico”.