L’attuale ciclo di revisione al rialzo degli utili delle banche europee, dal primo trimestre del 2021 al secondo trimestre del 2026, è il più lungo della storia recente, superando sia il ciclo dell’era della convergenza verso l’euro (dal primo trimestre del 1996 al secondo trimestre del 2020) sia quello del boom creditizio precedente alla crisi finanziaria globale (dal secondo trimestre del 2003 al secondo trimestre del 2007). Secondo Axiom Alternative Investments, società di gestione francese indipendente fondata nel 2009 e specializzata in tutta la gamma di strumenti emessi da istituzioni finanziarie europee, la sua durata insolita riflette il grande cambiamento strutturale nel contesto macroeconomico e normativo verificatosi a partire dalla pandemia di Covid.
In particolare, Axiom sottolinea come oltre il 90% delle banche abbia superato le stime nel secondo trimestre e l’80% ha registrato revisioni al rialzo delle previsioni sull’utile per azione (EPS). Rispetto alle aspettative di consenso, l’utile ante imposte è risultato superiore del 6%. Le previsioni sull’EPS sono state riviste al rialzo da Axiom AI del 2% per il 2026 e dell’1% per il 2027.
“In particolare, il recente aumento dei tassi non ha avuto alcun impatto sui costi dei depositi e il margine sulla clientela delle banche europee è alla media di lungo periodo. In particolare, se i tassi a breve rimangono al di sotto del 3%, non ci attendiamo una riallocazione significativa dei depositi da parte della clientela”, ha dichiarato David Benamou, Co-Fondatore e CIO di Axiom Alternative Investments, a margine di un incontro con gli investitori professionali, a poco più di un anno dall’apertura della branch italiana.
Secondo Benamou, nel settore finanziario europeo, nel secondo trimestre, il margine di interesse è aumentato dell’1% e le commissioni del 4%, con risultati eccezionalmente positivi nel trading su azioni e nell’investment banking, anche grazie alle IPO e alle emissioni degli hyperscaler. I costi rimangono sotto controllo e la qualità del credito è elevata, con un tasso di crediti in sofferenza (NPL) stabile all’1,9%. Il credito al consumo, gli immobili commerciali ad uso ufficio e le PMI rimangono settori da tenere d’occhio.
“Sul fronte degli altri finanziari, le piattaforme online, le borse valori e i gestori patrimoniali tradizionali hanno registrato una raccolta dinamica e messo a segno i migliori trimestri della loro storia. Nel settore assicurativo la solvibilità e la generazione di capitale sono a livelli record; il ramo vita, inoltre, continua a registrare forti afflussi, ma la crescita dei premi nel ramo danni e nella riassicurazione sta rallentando nel complesso”, ha osservato ancora il Co-Fondatore e CIO di Axiom Alternative Investments, aggiungendo: “Fra i catalizzatori potenzialmente positivi per il settore finanziario ci sono oggi la regolamentazione, che ha imboccato un percorso favorevole con la proposta in 38 punti della Commissione Ue, la revisione dell’output floor (soglia minima di capitale), la neutralizzazione della FRTB (Fundamental Review of the Trading Book) e i progressi sul fronte della normativa relativa alle cartolarizzazioni e della Saving Investment Union, e il consolidamento in atto”.
Axiom ha invitato a guardare anche all’attività di fusione e acquisizione, che continua ad avere slancio, “sia in termini di numero di operazioni che di dimensioni delle stesse, spinta dalla necessità di individuare ulteriori fonti di crescita degli utili man mano che i fattori macroeconomici e competitivi favorevoli si attenuano. Le acquisizioni complementari che generano commissioni rappresentano un’opzione molto apprezzata (BestEgg, Evelyn, Carnegie, Axa IM), mentre le operazioni su scala nazionale offrono le migliori sinergie (Commerz, NIBC, Unicaja, BMPS)”.
Utili ancora in crescita ma contesto più rischioso
Con il margine di interesse e le commissioni che dovrebbero crescere di circa il 4/5% all’anno (1/2% al di sopra del PIL nominale) e i costi che si dovrebbero attestare a circa il 2% all’anno (1/2% al di sotto del PIL nominale), Axiom prevede che le banche europee registrino una crescita degli utili a una percentuale a una cifra alta.
“Lo scenario non è tuttavia privo di rischi. Permangono potenziali fattori di destabilizzazione: le scorte energetiche continuano a ridursi; gli spread dei titoli di Stato potrebbero ampliarsi a causa dell’impennata dei costi di servizio del debito e del calendario elettorale, in particolare in Paesi come la Francia e l’Italia; i rendimenti obbligazionari, qualora continuassero a salire, potrebbero rallentare la crescita dei prestiti e dei depositi; la debolezza dei mercati del lavoro potrebbe aggravare le difficoltà degli emittenti più vulnerabili; la concorrenza cinese nel settore dell’AI si sta intensificando, mentre il debito legato all’AI sta creando nuovi rischi. Nonostante i fondamentali solidi e le valutazioni ragionevoli, l’espansione dei multipli nel settore bancario potrebbe essere limitata da questi fattori nei prossimi mesi. La diversificazione verso borse quotate, broker, (ri)assicuratori e REIT offre un modo per ottenere rendimenti totali simili a quelli del settore bancario riducendo al contempo la sensibilità macroeconomica”, ha affermato ancora Benamou.
Vincenzo Spadaro, Country Head Italia di Axiom Alternative Investments, ha invece commentato: “I temi di investimento sui quali Axiom Alternative Investments ha sviluppato una competenza distintiva, sostenuta da uno dei track record più longevi dell’industria, continuano a riscuotere forte interesse tra gli investitori, in particolare in Italia, dove le prospettive di aggregazione nel settore bancario hanno ricadute rilevanti sulle imprese e sui territori. La nostra profonda conoscenza della regolamentazione bancaria e assicurativa ci rende un partner di investimento con caratteristiche uniche sul mercato italiano per la clientela istituzionale e wealth”.