In un mercato in cui i flussi azionari sono sempre più guidati dalle strategie quantitative, BDL Capital Management mantiene un’impostazione di cautela all’interno dell’attuale scenario globale caratterizzato da tensioni geopolitiche, valutazioni elevate, costo del debito in aumento e rischi legati agli investimenti in intelligenza artificiale.
“Il nostro approccio resta improntato alla cautela”, ha dichiarato Louis Larere, Co Portfolio Manager di BDL Convictions, incontrando i giornalisti a Milano. “Le valutazioni azionarie sono elevate, i deficit fiscali dei principali Paesi sono in espansione e il costo del debito è in aumento. A questo si sommano i rischi geopolitici e l'incertezza legata ai prossimi appuntamenti elettorali”.
Particolare attenzione è stata dedicata dall’esperto al tema dell'AI. “Nei prossimi anni le big tech investiranno cifre senza precedenti in capex, accumulando un debito molto elevato, anche fuori bilancio. Questo fenomeno, unito all'alto stock di debito pubblico, espone a nostro avviso il mercato obbligazionario a rischi particolarmente elevati. Su questo fronte manteniamo un approccio molto prudente e, ad oggi, non abbiamo esposizione ai titoli “vincitori” dell'intelligenza artificiale”, ha spiegato Larere.
La società di gestione con sede in Francia adotta una strategia d’investimento quality orientata al value, focalizzando i propri portafogli su aziende con bilanci solidi, forte generazione di cassa e valutazioni ragionevoli. Oggi il portafoglio lungo di BDL è composto per circa il 65% da titoli anti ciclici e resilienti dal punto di vista macroeconomico (come farmaceutici, consumer stamples e infrastrutturali), mentre il restante 35% è allocato su altre opportunità value. Lato short, invece, la strategia di BDL punta a identificare società con bilanci aggressivi e debito eccessivo, free cash flow negativo e aspettative di mercato irrealisticamente alte e rischio di compressione delle valutazioni.
Larere ha evidenziato poi come un potenziale catalizzatore positivo per l'equity europeo potrebbe essere una risoluzione o un cessate il fuoco nel conflitto in Ucraina, così come l'evoluzione dei prezzi del settore energetico dipenderà molto dall'esito dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente: “Una loro risoluzione favorirebbe un rientro della tensione sui prezzi dell'energia, mentre in caso contrario, e con un inverno rigido, il rischio è quello di nuove pressioni inflazionistiche”. Infine, sulla Francia, BDL mantiene un atteggiamento particolarmente prudente: “Il quadro resta debole e abbiamo ridotto in modo significativo la nostra esposizione netta al mercato francese”.