A settembre, gli hedge fund hanno registrato performance contrastanti: la forza delle strategie Macro e CTA è stata controbilanciata dalla debolezza di altre strategie, a causa dell'impennata dei tassi di interesse e delle pressioni sui mercati obbligazionari globali per il secondo mese consecutivo. A evidenziarlo è Hedge Fund Research (HFR), il cui HFRI Fund Weighted Composite Index ha lasciato sul terreno lo 0,67% in settembre: +7,13% da inizio anno.
In particolare, l’HFRI Macro Total (Index) è avanzato del 2,73% nel nono mese del 2026 e riporta un progresso del 12,19% da inizio anno. L’HFRI Relative Value (Total) Index, invece, ha perso l’1,14% in settembre e segna +2,97% Ytd, mentre l’HFRI Event Driven (Total) Index ha chiuso l’ultimo mese con -1,79%: +4,83% Ytd. L’HFRI Equity Hedge (Index) poi ha registrato un risultato in negativo dell’1,87% in settembre ma cresce del 7,06% da inizio gennaio.
Infine, l’HFRI Fund of Funds Composite Index ha visto un calo mensile dello 0,43% e segna +6,78% nei primi 10 mesi del 2026.
"A settembre, gli hedge fund hanno registrato una netta divergenza: le strategie Macro e CTA hanno registrato un'impennata, mentre le strategie Relative value, Equity hedge e Event driven, sensibili ai tassi di interesse, hanno subito un calo. A settembre,i gestori hanno sfruttato la forte tendenza all'ipercorrelazione tra petrolio e tassi di interesse, e questa deviazione dalla relazione storica ha spinto i gestori trend following sistematici e quelli specializzati in materie prime a estendere la loro leadership in termini di performance, con l'indice HFRI Macro (Total) ora in rialzo del +12,2% nei primi tre trimestri del 2026", ha dichiarato Kenneth J. Heinz, President di HFR, che ha aggiunto: "Con la probabile persistenza delle pressioni sul mercato obbligazionario e dei rischi geopolitici, che potrebbero portare a maggiori distorsioni e dispersioni, prevediamo che gli investitori continueranno a privilegiare i gestori le cui performance non sono correlate a questi shock".