Quest’anno il private credit è stato al centro di titoli di cronaca piuttosto inquietanti, ma guardando oltre questi, gli investitori potrebbero trovare “più dolcetti che scherzetti”. Lo evidenzia il team Fixed Income di M&G Investments in vista di Halloween.
Secondo gli esperti, le preoccupazioni sul settore richiedono una lettura più selettiva: il private credit comprende forme di finanziamento molto diverse, con rischi e protezioni che vanno valutati caso per caso. M&G si sofferma in particolare sul direct lending europeo, storicamente caratterizzato da minori tassi di default e maggiori protezioni contrattuali rispetto a quello statunitense, e sul debito infrastrutturale, sostenuto da servizi essenziali e flussi di cassa spesso legati all’inflazione.
“Valutando metodicamente il rischio di insolvenza, mettendo in atto adeguate protezioni strutturali e considerando il valore relativo, possiamo sfatare il mistero che circonda il private credit, assicurando che gli investitori siano adeguatamente ricompensati per i rischi che, alla luce del giorno, possono apparire ben meno spaventosi”, scrive il team Fixed Income di M&G Investments.
Riguardo al direct lending europeo, invece, M&G evidenzia come esso abbia storicamente registrato tassi di insolvenza più bassi, insieme a una sottoscrizione più rigorosa, clausole di mantenimento più solide, una leva finanziaria più contenuta e riserve di capitale più elevate; la stragrande maggioranza dei borrower europei in direct lending è costituita da società mature e generatrici di liquidità del mid market e dell’upper mid market, con oltre la metà rappresentata da settori altamente resilienti e difensivi. Infine, per M&G anche il debito infrastrutturale può garantire flussi di cassa prevedibili, spesso indicizzati all’inflazione, sostenuti da contratti governativi o aziendali a lungo termine.