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La definizione di investimento in commodity


Gli investimenti in commodity
Le commodity, o materie prime, possono essere considerate di diritto come una vera e propria asset class separata, mentre gli altri investimenti alternativi sono in genere delle strategie di investimento che operano su determinate asset class.
Le materie prime, inoltre, si differenziano sostanzialmente dai capital asset, come azioni o obbligazioni, in quanto non possono essere valutate sulla base di un valore netto attuale di flussi di cassa futuri. Le commodity, infatti, possono essere solamente consumate (è il caso, ad esempio, dei beni agricoli) o trasformate (ad esempio, il crude oil viene trasformato in diversi tipi di combustibile). Il valore di una materia prima, quindi, dipenderà sostanzialmente dall’equilibrio nella domanda e offerta a livello globale.
Ci sono diversi modi per cui un investitore può esporsi alle materie prime. Esistono infatti dei prodotti di tipo passivo, come la maggior parte degli indici sulle commodity che permettono di accedere al premio per il rischio associato a questa asset class. Ci sono poi dei prodotti che trattano direttamente le materie prime, sia fisiche che come bene finanziario, e che generano un rendimento che è funzione sia del risk premium dell’asset class che dell’abilità del gestore.

Diverse modalità per accedere alle commodity
Ci sono diversi modi con cui un investitore può esporsi alle materie prime.
Acquisto diretto di materie prime
Un investitore può acquistare direttamente una materia prima. La proprietà diretta del bene, però, può risultare problematica, in quanto si devono affrontare i costi relativi al trasporto e allo stoccaggio della materia prima stessa. I metalli preziosi possono rappresentare un’eccezione, in questo senso, perchè alcuni investitori preferiscono detenere direttamente oro, argento o platino, ad esempio.
Investimento in società attive nel settore natural resources
Si legge spesso di investimenti in società che derivano la maggior parte dei propri ricavi dall’estrazione o dalla lavorazione di materie prime come modo per accedere al bene stesso. Si veda, ad esempio, l’investimento in una società petrolifera come equivalente di un investimento in petrolio. Tuttavia, l’evidenza testimonia altro. L’andamento dei prezzi di una società petrolifera, innanzitutto, è soggetta all’andamento generale dei mercati. Un’analisi sui prezzi delle oil company dimostra infatti come questi siano molto più influenzati dai movimenti dei mercati azionari che non da quelli del petrolio. Inoltre, investire in una società comporta l’esposizione a molti altri tipi di rischio che non hanno nulla a che vedere con la materia prima che tratta, in primo luogo all’andamento della gestione economica e finanziaria della società stessa. Infine, una società che opera nel segmento delle materie prime è solita proteggersi dall’andamento errante dei prezzi della commodity che tratta, per non esporre l’andamento degli utili societari all’andamento volatile dei prezzi della materia prima.
Future su materie prime
Sono il modo più semplice per investire in commodity. Offrono infatti diversi vantaggi: sono scambiati su mercati regolamentati; non richiedono il trasferimento della materia prima fisica; possono essere acquistati senza versare l’intero prezzo della materia prima, ma solo un margine iniziale, che di solito rappresenta solo una piccola parte dell’intero prezzo, dal 10%  o meno. Tra gli svantaggi del trattare future, si possono citare la necessità di chiudere e riaprire i contratti alla scadenza degli stessi (il cosiddetto roll), che può essere un’operazione costosa, così come il mantenimento dei margini di garanzia nel caso di grandi variazioni al ribasso dei prezzi della materia prima sottostante al contratto.
ETF o ETC
Un Etf fornisce l’accesso a un gruppo di commodity, solitamente un indice, e ha una natura molto simile a quella di un fondo gestito passivamente. Gli Etf, inoltre, sono regolamentati e scambiati sulle piazze finanziarie. Le Etc, invece, consentono di accedere a una singola materia prima e non a un indice. Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla sezione Mondo Etf del nostro sito.

Indici di materie prime
Un indice di materie prime dovrebbe fornire il rendimento offerto da un investimento di tipo long only e senza leva in future su materie prime. Il rendimento, però, deriva in effetti da tra componenti: la variazione del prezzo spot delle materie prime; l’interesse maturato sul collaterale usato per i future; il roll yield.
Ogni indice di materie prime è composto in modo differente, e quello che varia è la composizione stessa del paniere di materie prime considerate o il tipo di “gestione” dei future sottostanti, ovvero come viene effettuato il roll dei future.

Materie prime in ottica di portafoglio
I benefici principali dall’investimento in materie prime si ottiene in ottica di portafoglio. Infatti, la letteratura in questo ambito è solitamente concorde nell’affermare che l’aggiunta di investimenti in commodity in un portafoglio permette di migliorare il profilo della frontiera efficiente, e in secondo luogo permette di limitare il down side risk del portafoglio durante periodi di stress. Tra gli altri benefici si segnalano la protezione dall’inflazione, dato i prezzi delle materie prime stesse costituiscono in buona parte gli indici di inflazione, e il fatto che sono esposti quasi esclusivamente a shock al rialzo: squilibri della domanda e offerta, o eventi naturali particolari possono solamente far salire bruscamente i corsi delle materie prime.

Managed futures
Con Managed futures ci si riferisce solitamente a veicoli di investimento che gestiscono attivamente un portafoglio di future, nel caso specifico di commodity. Un CTA, in questo senso, è il gestore degli investimenti sui mercati dei future. Solitamente questo tipo di veicoli vengono riconsiderati tra gli Hedge fund, tra le strategie di tipo sistematico o trend following, sebbene esistano molti modelli di investimento differenti, ognuno con i propri profili di rischio e rendimento. In quest’ottica, si segnala che secondo la maggior parte degli studi sul settore, i fondi Managed futures sono in grado di portare benefici specifici nei portafogli degli investitori, soprattutto in termine di diversificazione e di protezione dai downside, come è risultato particolarmente evidente durante la crisi del 2008.
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